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Il caso che l'Italia non racconta

Alessandra Grandi (January 21, 2010)

Da 18 giorni due uomini italiani sono in sciopero della fame per chiedere al Parlamento di prendere in esame la legge sulle unioni civili. Le autorità e la stampa non ne parlano, mentre due europarlamentari per solidarietà si sono uniti alla loro protesta con il digiuno

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C’è una storia di attualità che in questi giorni i media italiani non stanno raccontando.
 
È una protesta che non risuona, probabilmente perchè non indigna la stampa né le autorità, ma che invece è doveroso raccontare. I protagonisti di questa vicenda sono Manuel Incorvaia e Francesco Zanardi, due uomini gay di Savona che il 4 Gennaio hanno cominciato la loro battaglia pubblica in difesa dei diritti dei cittadini omosessuali. Una battaglia non violenta che vive nella privazione del cibo. Lo sciopero della fame vuole infatti essere uno strumento pacifico per costringere il Parlamento italiano a calendarizzare una legge sulle unioni civili e il matrimonio gay.


 

Un gesto estremo, in alcuni casi criticato dalle stesse organizzazioni gay per le modalità individuali con cui viene svolto, che diventa ancora piu doloroso e drammatico perchè ignorato dalla società italiana. 
 
Francesco e Manuel non sono nuovi a manifestazioni di protesta volte a dare luce alle richieste delle comunità omosessuali perchè vengano rispettati i diritti civili di tutti i cittadini, indipendentemente dal loro orientamento sessuale o dalla loro sessualità.
 
La scelta di dare vita ad una battaglia pubblica inizia nel giorno in cui Francesco viene aggredito a Mykonos fuori da una discoteca gay. Prosegue attraverso la ricerca di un dialogo con il sindaco di Savona Federico Berutti ed una lettera al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Nell’ottobre del 2009 i ragazzi invitano la popolazione di Savona ad appendere fuori dai balconi un drappo blu, come segno di partecipazione e sostegno della loro causa. Ricorrono anche al tribunale della loro città perchè dichiari l’illegittimità del provvedimento con cui l’ufficiale di stato civile del Comune di Savona ha rigettato la loro richiesta di matrimonio.
 
L’ultima tappa di questo viaggio è lo sciopero dello fame iniziato a Montecitorio e che tutt’oggi prosegue, nel silenzio nazionale, nella loro abitazione privata. 
 
Abbiamo raggiunto Francesco Zanardi, al quale chiediamo per prima cosa quali siano le attuali condizioni di salute.
Manuel ha dovuto sospendere al 10° giorno, io sono al 18° e ieri sera sono stato male e ho dovuto chiamare un medico. Ora mi sto nutrendo con intergratori ma non sospendo assolutamente.
 
Quale risposta avete avuto finora dalla autorità? 
Dalle istituzioni italiane nessuna, questa sera dovevamo essere a un programma con Michele Santoro, ma lo hanno censurato. Domani avremo un talk show a Genova con più di 300 ospiti e sabato verrà a farci visita il Senatore Ignazio Marino. Il parlamento Europeo ha invece risposto e ha già preso provvedimenti. A Bruxelles sono indignati per il comportamento dell’Italia e due Europarlamentari stanno facendo da qualche giorno lo sciopero della fame per sostenerci. Il governo italiano invece non si fa sentire, CI LASCIA MORIRE DI FAME .

Sono state organizzate diverse manifestazioni in tutto il paese con lo scopo di sostenere la vostra protesta e solidarizzare con la vostra fatica. Due voci che diventano un coro riescono a farsi sentire o ancora persiste l’indifferenza?
Non c’è indifferenza, ma la gente è scoraggiata perchè i giornali invece di parlare di due che stanno facendo lo sciopero in Italia per sposarsi, parlano del matrimonio gay in Portogallo! Molta gente ci sostiene e sta scendendo nelle piazza, ma se i giornali non parlano nessuno lo sa. Sabato partirà “La fiaccola dei diritti”una fiaccola che si accenderà ogni due giorni in una città differente d’Italia.

Come rispondete a chi, anche all’interno delle associazioni gay, vi critica sostenendo che queste proteste vadano organizzate con le associazioni e non su libera e privata iniziativa?
Li ignoriamo, le associazioni in Italia non esistono e anche in questo caso non riescono ad organizzarsi.
 
Perchè avete scelto di agire con un gesto cosi` estremo? 
Perché  era l’unico modo, ripeto le associazioni italiane non funzionano.
 
Adesso, a diciotto giorni dall’inizio del digiuno, vi sembra sia cambiato qualcosa? Cosa sperate di raggiungere?
Stanno iniziando a muoversi ora ed è per questo che non molliamo. Speriamo molto nell’Unione europea e negli stati membri che possono fare pressione sull’Italia.

marina's picture

Credo nel loro gesto, nonostante tutto

Innanzitutto grazie per questo articolo, perchè non sapevo del loro caso. Poi... sono sempre stata contraria agli scioperi della fame. Li ho trovati gesti estremi e ricatti ingiusti. In questo caso, se fosse necessario, lo farei con loro. Basta guardare le foto nell'articolo per capire quanto queste due persone si amano, quanto vogliono stare insieme, quanto sono complici. I nostri politici continuano a negare il matrimonio alle coppie omosessuali, considerando la loro unione estraneo al concetto di "famiglia". La Chiesa addirittura li considera "peccatori", deviati, e sono orgogliosa di dire che è per loro che ho lasciato la mia parrocchia. perchè da catechista insegnavo ai miei bambini che l'amore non ha barriere, e che Dio benedice chi è testimone di Amore.

A chi giudica, disprezza, condanna, rispondo con queste parole di San Paolo raccolte nella Prima Lettera ai Corinzi:

Se anche parlassi le lingue

Degli uomini e degli angeli,

ma non avessi Amore,

sarei come il bronzo che risuona

o il cimbalo che tintinna.

E se anche avessi il dono

Della profezia e conoscessi

Tutti i misteri e tutta la scienza;

se anche possedessi

una fede così grande

da trasportare le montagne,

ma non avessi Amore,

io non sarei nulla.

E se anche distribuissi

Tutti i miei averi ai poveri

e offrissi il mio corpo

perché fosse bruciato,

ma non avessi Amore,

niente di tutto ciò mi gioverebbe.

L’Amore è paziente, è benigno;

l’Amore non arde di gelosia,

non si vanagloria,

non s’insuperbisce,

non si comporta

in maniera sconveniente,

non persegue il proprio interesse,

non si indigna,

non nutre alcun risentimento

per il male ricevuto,

non si rallegra dell’ingiustizia,

ma gioisce della verità.

Tutto ammette, tutto crede,

tutto spera, tutto sopporta.

L’Amore non avrà mai fine.

Invece le profezie scompariranno,

il dono delle lingue cesserà,

la scienza svanirà.

Perché la nostra conoscenza

È imperfetta,

e imperfetto è anche quello

che profetizziamo.

Ma quando verrà

Ciò che è perfetto,

tutto quello che è imperfetto

sarà annullato.

Quando ero bambino,

parlavo da bambino,

sentivo da bambino.

Ora vediamo come in uno specchio,

in maniera oscura,

ma allora vedremo in modo chiaro,

faccia a faccia;

adesso conosco

soltanto in modo imperfetto,

allora invece conoscerò

come sono conosciuto.

Ora, dunque, rimangono

La Fede, la Speranza e l’Amore.

Questi tre.

Ma quello più importante di tutti

è l’Amore.

I Barbari

Ciao Alessandra sono Simona una tua "collega" di I-Italy. Complimenti per l'articolo e per il soggetto.. hai ragione ormai come sottindendo nell'oggetto, la nostra societa' e' talmente regredita invece di migliorare nel sociale che le ingiustizie e i diritti civili vengono visti come argomenti su cui si puo' soltanto filosofeggiare.. danno fastidio e per questo evitati. In realta' su repubblica c'era un articolo della storia ma appunto e' stato l'unico giornale a farlo. E devo dirti la verita': penso che in questo momento solo la stampa estera possa salvarci e quindi se il nostro giornale in quanto intermediario e rappresentante di una certa cultura puo' fare qualcosa da laggiu' e' sempre un raggio di sole per tutti noi.. Grazie!