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Verdek. L'auto gialla che negli USA si fa "verde"

Sibilla Serra (June 1, 2010)

i-Italy incontra Guy Mannino, Presidente e CEO di Verdek, una società italiana che promuove veicoli elettrici nel mercato statunitense

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Il trasporto è uno di quei settori di primaria importanza in cui si cerca di sfruttare energie  alternative il cui utilizzo non pregiudichi le risorse naturali e non danneggi l'ambiente.


Lo scorso mese abbiamo visto in sosta in Park Avenue, davanti al Consolato Italiano, una strana macchina gialla. Si trattava di un'utilitaria elettrica Made in Italy, portata dalla Verdek negli USA,  una società italiana che realizza e promuove veicoli elettrici, attraverso lo sfruttamento di energie “pulite”.

La curiosità era inevitabile: perchè questo interesse particolare rivolto al segmento statunitense?

 

Abbiamo raggiunto Guy Mannino, Presidente e CEO di Verdek per saperne di più. Ecco la nostra intervista.

 


L'auto presso la sede della NASA
 e a New York in Park Aveue.
Sotto il Presidente e CEO dell'azienda Guy Mannino
Perché pensate di promuovere il progetto proprio negli USA? Quali sono le differenze con il mercato italiano? Ci sono dei vantaggi negli USA rispetto all'Italia?

Vivo da da 15 anni negli USA. La Verdek è nata 3 anni fa per promuovere tecnologie sostenibili. Negli USA l’interesse per l’elettrico è cresciuto in maniera sostanziale nell’estate del 2008 dopo che il petrolio ha raggiunto $150/barile. La GM Volt e la Nissan Leaf  sono state le vetture che hanno fatto conoscere al mercato americano l’alternativa del trasporto elettrico.
 

Il governo federale e anche i governi statali offrono incentivi sia per gli acquisti di veicoli elettrici da parte dei privati, sia per le aziende che creano l’infrastruttura di supporto per la ricarica delle batterie. Non mi risulta che in Italia esistano questo tipo di incentivi per veicoli elettrici.


Prendete in considerazione delle città americane in particolare?
Il mercato dell’elettrico in USA si sta sviluppando con una configurazione territoriale a forma di L. Partendo dal Nord Ovest del Paese (Seattle e Portland) verso il sud (San Francisco, Los Angeles, Sandiego) e verso Est (Phoenix, Tucson, Albuquerque, Houston, Austin). Anche qui si segue il percorso delle città più “verdi”, impegnate nella promozione di sistemi di trasporto sostenibili. È su queste città che stanno puntando tutte le case automobilistiche per il lancio dei loro modelli elettrici.

Quando un'innovazione prende piede, perché abbia successo deve essere accettata dalla maggioranza del pubblico che la utilizzerà direttamente e non solo dagli stakeholders. Pensa che la sempre maggiore diffusione di mezzi pubblici elettrici, prima che privati, possa sensibilizzare la “coscienza verde”?
Anche nel mondo del trasporto elettrico vedremo un’iniziale adozione da parte della popolazione “verde”. Il successo comunque arriverà quando la maggioranza dei guidatori decideranno di fare il passo. Le case automobiliste sanno molto bene che la fase iniziale di lancio sarà cruciale. Ecco il perché di lanci focalizzati su limitate città dove il governo locale e le compagnie elettriche si sono impegnate a preparare un'infrastruttura di centraline di ricarica delle batterie in anticipo sul lancio dei veicoli. Si vuole eliminare l’ansia generata dal non sapere dove andare a ricaricare le batterie. La “Coulomb Technologies”, produttrice di centraline di ricarica, ha lanciato un’applicazione iPhone e una Blackberry per la localizzazione dei punti di ricarica non solo sul territorio americano ma in tutto il mondo.

La Fiat lancerà la 500 elettrica solo negli USA. Questo conferma lo scarso interesse per il mercato italiano. In questo modo si ritarda l’utilizzo di veicoli puliti che aiuterebbero a rendere i centri delle città italiane più vivibili. I consumatori avrebbero il vantaggio del più basso costo al Km dell’energia elettrica contro il costo della benzina o del diesel.

Punti di Ricarica a Houston e Dallas

Prendete in considerazione delle città americane in particolare?
Il mercato dell’elettrico in USA si sta sviluppando con una configurazione territoriale a forma di L. Partendo dal Nord Ovest del Paese (Seattle e Portland) verso il sud (San Francisco, Los Angeles, Sandiego) e verso Est (Phoenix, Tucson, Albuquerque, Houston, Austin). Anche qui si segue il percorso delle città più “verdi”, impegnate nella promozione di sistemi di trasporto sostenibili. È su queste città che stanno puntando tutte le case automobilistiche per il lancio dei loro modelli elettrici.

Quando un'innovazione prende piede, perché abbia successo deve essere accettata dalla maggioranza del pubblico che la utilizzerà direttamente e non solo dagli stakeholders. Pensa che la sempre maggiore diffusione di mezzi pubblici elettrici, prima che privati, possa sensibilizzare la “coscienza verde”?
Anche nel mondo del trasporto elettrico vedremo un’iniziale adozione da parte della popolazione “verde”. Il successo comunque arriverà quando la maggioranza dei guidatori decideranno di fare il passo. Le case automobiliste sanno molto bene che la fase iniziale di lancio sarà cruciale. Ecco il perché di lanci focalizzati su limitate città dove il governo locale e le compagnie elettriche si sono impegnate a preparare un'infrastruttura di centraline di ricarica delle batterie in anticipo sul lancio dei veicoli. Si vuole eliminare l’ansia generata dal non sapere dove andare a ricaricare le batterie. La “Coulomb Technologies”, produttrice di centraline di ricarica, ha lanciato un’applicazione iPhone e una Blackberry per la localizzazione dei punti di ricarica non solo sul territorio americano ma in tutto il mondo.

Quali tipo di finanziamenti utilizzate nel progetto? Pubblici o privati?
Il governo federale, tramite il Ministero dell’Energia, offre delle partnership a partecipazione mista “public/private” per progetti dimostrativi riguardo l’infrastruttura elettrica per la verifica dell’impatto che i veicoli elettrici creeranno sulla rete elettrica. Verdek aiuta i suoi clienti a massimizzare i vantaggi disponibili tramite il governo federale e locale.

Che ritorni avete pianificato?
Gli investimenti nell’infrastruttura di ricarica delle batterie si ripagano in tre anni circa.

Mi parli della sua azienda così giovane. Che tipo di struttura siete e come siete nati?
La Verdek nasce  tre anni fa per promuovere tecnologie verdi e trasporto sostenibile, con sede principale in Georgia. Lo scorso anno abbiamo fatto accordi di distribuzione per centraline di ricarica per vetture elettriche e abbiamo anche fatto un accordo con la Tazzari, un’azienda italiana di Imola per l’importazione nel Nord America, Canada e Isole dei Caraibi della Zero, una City Car elettrica.
 
Crede che nel futuro i costi dei veicoli elettrici potranno essere abbattuti grazie allo sviluppo di economie di scala? E se sì, pensa che possano giovare solo alle grandi aziende o favorire anche la crescita delle PMI (Piccole o Medie Imprese)?
Il principale impatto sul costo delle vetture elettriche è dovuto alle batterie. Due fattori incideranno sull’abbassamento dei costi: la maggior competizione tra i produttori delle batterie al litio e l’evoluzione tecnologica che ci porterà a soluzioni innovative con sviluppi ulteriori sul litio. L’esempio dell'azienda Tazzari conferma che c’è spazio per nuove compagnie in questo settore,  ovviamente è molto importante l’innovazione e la qualità del prodotto offerto.

In queste foto: i veicoli Verdek e il Presidente e CEO dell'azienda Guy Mannino

Entriamo nei particolari. Spieghi ai nostri lettori quale è il vantaggio nell'utilizzo delle auto elettriche rispetto ad altri combustibili alternativi quali metano, gpl o bifuel.
Le vetture elettriche creano il più basso livello di inquinamento includendo l’impatto ecologico delle centrali elettriche che generano energia, anche se si usano combustibili “sporchi” quali il carbone. Negli Stati Uniti il 50% delle centrali elettriche utilizza il carbone come combustibile. L’impatto totale si riduce quando si usano centrali nucleari o a gas. Ovviamente le vetture a metano o GPL o a biofuel “sporcano” di meno ma anche in questo caso l’impatto economico risulta comunque a favore della vettura elettrica. Il costo “carburante” per vetture elettriche, infatti,  è circa la metà rispetto agli altri  a cui si aggiungono  risparmi ulteriori sulla manutenzione.  Le batterie hanno un costo di sostituzione ma le case automobilistiche hanno già trovato una seconda vita per le batterie usate; verranno impiegate come accumulatori di energia in altre applicazioni, per esempio il solare. Negli Stati Uniti il differenziale tra costo dell’elettricità e della benzina è ancora più alto: il primo, infatti, risulterebbe del 10-15% inferiore rispetto al secondo.

La diffusione di nuovi modelli pone una serie di questioni sul loro funzionamento e sulla loro manutenzione. Come si ripareranno i veicoli del futuro?
Le vetture elettriche sono più semplici da gestire: hanno meno parti in movimento anche se l’elettronica è sofisticata quanto quella delle vetture a benzina. Abbiamo visto la nascita di canali alternativi per la distribuzione. Per esempio, “Best Buy” sta valutando la vendita di veicoli elettrici con l’utilizzo della loro rete di servizio informatico per il supporto post-vendita. Una caratteristica comune ai nuovi veicoli è la possibilità di dialogare a distanza. Si potrà verificare, tramite un palmare tipo iPhone o Blackberry,  lo stato delle batterie, riscaldare o raffreddare il veicolo elettrico prima di salire a bordo. In altre parole le nuove vetture diventano dei sistemi intelligenti attraverso la combinazione con le tecnologie  wireless.

Ha già provato a stabilire dei contatti istituzionali per realizzare e promuovere il progetto?
Siamo nella fase finale dell’omologazione della Tazzari Zero per gli Stati Uniti, nel frattempo abbiamo già avuto una serie di contatti con le istituzioni americane. La più importante in questo momento è la NASA molto interessata a soluzioni di trasporto elettrico.

I prototipi sono tutti di colore giallo? Se si, perchè?
La prima vettura importata è stata di colore giallo. Pensiamo che possa essere un colore di successo con una clientela giovane e sportiva. Abbiamo comunque una vasta gamma di colori.

 Come pensate di promuovere e pubblicizzare il veicolo negli USA?
Stiamo programmando un posizionamento esclusivo. La Zero è un veicolo ad alta tecnologia che si inserisce tra i veicoli elettrici unici nel loro genere. Per la promozione utilizzeremo canali classici quali riviste auto ma stiamo lavorando molto sui social media e siamo presenti sia su Facebook  che su Twitter.

Siamo pronti allora a vedere più auto gialle italiane per strada. E, se il futuro del trasporto ecologico negli USA passa per una società italiana, siamo anche orgogliosi.


 
 

 

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