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Dal 13 al 17 aprile si svolgerà a Roma il IX Congresso della Federazione Europea di Sessuologia. L’attenzione di medici, psicologi ed uditori sarà incentrata all’approfondimento di uno degli studi condotti di recente...
Dal 13 al 17 aprile si svolgerà a Roma il IX Congresso della Federazione Europea di Sessuologia. L’attenzione di medici, psicologi ed uditori sarà incentrata all’approfondimento di uno degli studi condotti di recente che ha catturato l’interesse e la curiosità di molti: la crisi sessuale delle coppie italiane.
Per spiegare l’importanza che il sesso ricopre all’interno della coppia, la professoressa Chiara Simonelli - docente di Psicologia dello sviluppo sessuale e affettivo nell’arco di vita all’Università La Sapienza di Roma nonché vicepresidente della Federazione Europea di Sessuologia – ha inquadrato ben quattro tipi di coppie, che, a seconda del livello di desiderio sessuale, suddivide in anoressiche, bulimiche, sazie ed inappetenti. La tipologia più interessante è sicuramente quella anoressica poichè dai dati raccolti ed analizzati è stato possibile evidenziare che il 40% delle coppie italiane vive in maniera molto precaria la sessualità all’interno della coppia, dove precarietà è sinonimo di totale assenza di complicità ed intesa sessuale tra i partner. La professoressa Simonelli ha inoltre sottolineato che i motivi della voluta astinenza sono spesso riconducibili ad un insieme di paure, incertezze ed ipocondrie di cui sono maggiormente preda i maschi. Si oscilla, dunque, tra la classica paura da ‘ansia da prestazione’ al grigiore e alla monotonia della quotidianità della vita di coppia che inibisce fantasie e passioni.
Questo secondo punto risulta essere particolarmente rilevante in quanto – secondo i primi rumours sullo studio che verrà approfondito e spiegato nei prossimi giorni – l’astinenza sessuale del maschio è circoscritta al solo ambito della coppia. Al di fuori della coppia il maschio sembra vivere una primavera dei sensi, sentendosi libero dalle responsabilità che lo legano alla compagna, dall’insieme dei giudizi e pregiudizi di quest’ultima che lo portano a reprimere i propri slanci emotivi e sessuali che invece potrebbero apportare una buona dose di verve alla coppia. Ed è dunque così, nel dubbio, che il maschio si rifugia nel sesso a pagamento o - nel peggiore dei casi - avvia un’amorfa relazione virtuale in internet che lo deresponsabilizza in tutti i sensi.
Ma le donne non stanno di certo a guardare. Durante la prima fase della crisi di coppia in cui il ‘sesso-non-più-debole’ si accolla le responsabilità della deriva emotiva e sessuale, e dopo aver indagato sui motivi di sconforto del compagno, opta molto spesso per nuove esperienze al di fuori della coppia, non essendo più storicamente disposta a rinunciare alla propria sessualità per un partner che si imbatte in inibizioni e pregiudizi. Ed è probabilmente la non prolungata tolleranza della donna verso i problemi maschili, la sua non più totale dedizione e devozione ad un unico uomo ed alla sua capacità di guardare oltre il focolare domestico ad incrementare le ansie dei compagni.
Il cambiamento auspicabile è dunque, prima di tutto, di tipo culturale; l’incremento del desiderio, eventualmente, sarà una sua conseguenza.