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Politics / Voting Abroad, 2008

Vincenzo Arcobelli. Campagna elettorale senza distizioni dal Centro America al Canada

R. P. (April 12, 2008)

Abbiamo posto alcune domande sulla sua campagna elettorale a Vincenzo Arcobelli, candidato alla Camera per Il Popolo della Libertà. Interessanti le sue risposte che inquadrano un lavoro difficile e qualche problema da risolvere nel promuovere una candidatura all'estero

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Come ha organizzato la sua campagna elettorale in un territorio di riferimento così ampio? Si è avvalso di consulenti politici o "campaign manager"? Il suo partito in Italia le ha dato qualche tipo di sostegno?
“Tenuto conto che tutti i candidati hanno avuto le stesse difficoltà per il breve tempo a disposizione, la mia campagna elettorale è stata da me organizzata , ho visitato parecchie città del Nord America  inclusa Washington, arivando fino ai Caraibi a Santo Doming,il tutto senza un campaign manager o consulenti specifici. L'on.Tremaglia mi ha sostenuto moralmente e mi è stato vicino, l'On.Zacchera di AN mi ha sostenuto con la sua visita lampo a New York " 

 

Ha puntato sulla tecnologia? Secondo lei Internet potrebbe essere l'unico modo di fare politica in modo efficace in un collegio elettorale così grande...
"Si ho puntato anche sulla promozione via internet e con il mio sito web , credo che aiuti ma ad oggi non è il mezzo prioritario, ricordiamoci che esiste un gran numero di elettori che non hanno accesso al computer, soprattutto le persone più anziane.”



Ha qualcuno da ringraziare in particolare, per voti trovati, fondi raccolti o attività resa? A quanti incontri pubblici ha partecipato? E' stato in televisione?
“Sicuramente  mia moglie e  figli che mi hanno " sopportato",  l'On Tremaglia e Marco Zacchera di Alleanza Nazionale  , i fedelissimi del CTIM,   ho trovato persone straordinarie che appena conosciuti mi hanno espresso fiducia, mi hanno dato ospitalità e a prescindere dai voti o dal risultato non lo potrò mai dimenticare; i miei corregionali siciliani del Canada, della costa occidentale ed orientale degli Usa , del Midwest e del Sud , ma a prescindere dai rapporti di amicizia che mi legano alle diverse personalità residenti in quasi tutte le zone del Nord e Centro America , io voglio ringraziare tutti i connazionali che al di la del colore politico o dalle diverse ideologie  ho potuto incontrare , dialogare, conoscere , per avermi dato questa opportunita' straordinaria.
Ho partecipato a circa 25 incontri pubblici, ho ricevuto solamente  due interviste televisive, a Toronto di circa 1 minuto per il notiziario locale e a Windsor (Canada).”  

     
Come crede che la sua persona ed il suo programma elettorale siano stati accolti dalla comunità?
“In maniera positiva, ho ricevuto incoraggiamenti e sostegno per portare avanti il mio programma.”

     
Vuole raccontarci qualche aneddoto partcolare della sua campagna elettorale "on the road"?
“Nella prima serata della campagna elettorale a Dallas, la città e'stata sommersa da una bufera di neve , quindi a seguire Toronto e Montreal e per questo motivo sono rimasto bloccato all'aeroporto di Toronto quando nella mia prossima tappa vi era Vancouver, mi scuso con gli elettori di Vancouver per non essermi presentato , purtroppo non controllo le condizioni meteorologiche.”
 

Ha puntato più su di sugli elettori della sua area o si è rivolto molto anche al di la' del suo territorio?
“Ho puntato sugli elettori at Large senza fare distinzioni dal Centro America  al Canada.”

Quanto è stata importante la sua appartenza ad una regione. I suoi corregionali le sono stati vicini?
“In parte si . Dicevo, comunque,  che non devono votare perchè sono soltanto un loro corregionale , bensi scegliere la persona più qualificata e capace, alla fin fine si devono rappresentare tutti i connazionali indipendentemente dalla loro residenza nella circoscrizione America Settentrionale e Centrale o dalle provenienze regionali italiane.”

Lei ha qualche risentimento particolare legato a questa campagna elettorale?
“Certamente si , con più tempo a disposizione per la campagna elettorale si poteva raggiungere un risultato piu' favorevole.”

     
Pensa di continuare a servirsi delle persone che l'hanno aiutata come consulenti nella campagna anche in parlamento in caso di una vittoria?
“Bisognerà servirsi non solo di coloro che mi sono state particolarmente vicine a condurre questa campagna elettorale ma anche di quei connazionali interessati alle sorti del nostro paese e per le problematiche degli Italiani all'estero perchè con i loro suggerimenti, idee, iniziative,  possono costituire un valore aggiunto nella mia attivitaà di parlamentare,  se eletto naturalmente.”