Sign in | Log in

Politics / Voting Abroad, 2008

La strategy di "target marketing" di Massimo Seracini

R. P. (April 15, 2008)

Intervistiamo Massimo Seracini (candidato UDC al Senato) quasi al termine della sua campagna elettorale negli USA

Tools

Come ha organizzato la sua campagna elettorale in un territorio di riferimento così ampio? Si è avvalso di consulenti politici o "campaign manager"? Il suo partito in Italia le ha dato qualche tipo di sostegno?


“Forte dell'esperienza del 2006 (sono stato candidato alla Camera per l'UDC) ho cercato di promuovere la mia candidatura secondo una strategy di "target marketing" mirata a gli elettori che già mi conoscevano e votato e che mi hanno seguito nelle mie numerose iniziative per la comunità che ho svolto incessantemente in questi due anni. Sono intervenuto moltissimo sui media rivolti al mondo italiano al'estero proponendo la mia linea politica e il mio esempio personale di emigrante con quarant'anni di esperienza che conosce sulla pelle i "wants e needs" della gente. Ho partecipato (a mie spese) a Roma alle due Tribune Elettorali che la RAI International ha mandato in onda, che mi hanno fatto conoscere alla gente per le mie idee espresse chiaramente e non in politichese.
L'UDC  non ha potuto aiutarmi finanziariamente perchè impegnata con tutte le sue risorse nella campagna elettorale nazionale.
Ergo: mi sono pagato di tasca tutti i costi e spese della mia campagna elettorale"


Ha puntato sulla tecnologia? Secondo lei Internet potrebbe essere l'unico modo di fare politica in modo efficace in un collegio elettorale così grande...
“Da grande estimatore e fruitore di internet, ritengo però che il contatto fisico con la gente sia ancora determinante.
Mi rammarico che non ho avuto fondi sufficienti per poter svolgere il programma di visite che avevo previsto.”


Ha qualcuno da ringraziare in particolare, per voti trovati, fondi raccolti o attività resa? A quanti incontri pubblici ha partecipato? E' stato in televisione?
“Ringrazio innanzitutto la mia famiglia che mi ha aiutato moltissimo, anche finanziariamente, insieme a molti "volontari" che mi hanno donato il loro tempo  e le loro expertise professionali. Ho partecipato ai due programmi di Tribuna Elettorale della RAI International.”    


Come crede che la sua persona ed il suo programma elettorale siano stati accolti dalla comunità?
“Da diversi contatti che ho avuto durante la campagna elettorale, e che continuano al momento in cui sto rispondendo alle vostre domande, ho fiducia che la gente abbia apprezzato la mia maniera "atipica" di far politica, basata sui contenuti e non sulle formule, da "uno di voi", emigrante di lungo corso che conosce i problemi dell'emigrazione in prima persona, e non per sentito dire!  


 Vuole raccontarci qualche aneddoto partcolare della sua campagna elettorale "on the road"?
“Un incontro con il famoso giornalista-scrittore Beppe Severgnini a Los Angeles all'inizio della campagna elettorale ad una conferenza organizzata a UCLA da ricercatori italiani sul voto estero, che ha dimostrato una delle tesi portanti del mio programma politico: la necessità di coinvolgere l'eccellenze italiane nel mondo nel Sistema Italia allargato all'emigrazione per aiutare il Paese nel suo tormentato momento economico, ma sopratutto per il suo futuro sviluppo.”
A corollario di questo meeting ho conosciuto il mio valente volontario collaboratore che mi tanto aiutato nella mia campagna elettorale. Grazie Christian!”



Ha puntato più su di sugli elettori della sua area o si è rivolto molto anche al di la' del suo territorio?
“Ho puntato molto sul West del continente nord americano (da San Diego a Vancouver), che e' la "mia zona", ma ho spaziato su tutto il territorio e ho avuto la soddisfazione di ricevere collaborazione anche da tre comunita del Messico e una del Guatemala”


Quanto è stata importante la sua appartenza ad una regione. I suoi corregionali le sono stati vicini?
“Appartenendo ad una regione (la Toscana) che non ha mai avuto una grossa presenza di emigrazione non ho potuto basare la mia candidatura sulla mia origine, ma ho comunque mandato un appello  ai nati in Toscana, presentando le mie ‘credenziali’ di fiorentino doc!”



Lei ha qualche risentimento particolare legato a questa campagna elettorale?
“Al contrario, sono orgoglioso della mia campagna elettorale e spero di ottenere un risultato dignitoso che rispetti l'impegno al bene comune dei miei fratelli di emigrazione, che ha motivato la mia candidatura a servizio della gente.”

     
Pensa di continuare a servirsi delle persone che l'hanno aiutata come consulenti nella campagna anche in parlamento in caso di una vittoria?
“Coloro che mi hanno aiutato in campagna elettorale lo hanno fatto senza pretendere compensi futuri e appartengono ad una categoria che in Italia non esiste, quella dei volontari entusiasti che non chiedono nulla”