Politics / Votare all'estero, la prima volta (2006)
Politics / Votare all'estero, la prima volta (2006)
Dom Serafini risponde agli attacchi del Corriere della Sera.
Caro Massimo Gaggi,
in riferimento al tuo articolo di sabato 18 marzo (“Dalla nuora di Ted Turner al gioielliere-cantante”), prima di tutto grazie per il servizio. Il solo fatto che “Il Corriere” abbia trattato il tema del voto all’estero è da lodare, anche se il tono era il solito stile sfottente a cui siamo da tempo abituati. Grazie anche per avermi citato, seppur in modo poco accurato. Ma è comprensibile, visto che il concetto di “candidato indipendente” è difficile da capire in un contesto tipicamente italiano, ma le elezioni all’estero riflettono la nostra realtá.
In merito ai limiti imposti dalla legge per le spese elettorali, vorrei precisare che queste sono state da me tenute al di sotto del massimo consentito.
A questo proposito, a differenza di altri candidati emersi all’ultimo minuto, ho iniziato il mio progetto politico molto prima (per rispetto di tutto l’elettorato) e quindi ho beneficiato di contatti mediatici prima che scattasse la data d’inizio della campagna (e quindi molto prima che la mia candidatura fosse accettata), con coperture editoriali incluse quelle del “The New York Times” e del “The Daily News”, oltre che di agenzie stampa come AP; cosí come mi sono premurato di visitare a scopo esplorativo (e non di comizio) le comunità italiane del nostro collegio elettorale in occasione dei miei viaggi di lavoro dello scorso anno.
Mi rendo anche conto che non é facile per un giornalista italiano di stampo “romacentrico” capire la portata di un nostro collegio elettorale che si estende dall’Alaska a Panama: un’area 4 volte quella di tutta l’Europa. Infine, il “mio candore disarmante” deriva dal fatto che, come giornalista abituato ad operare in un settore molto preciso ed accurato, ho sempre preteso risposte oneste dai miei intervistati. Capisco che questo, in Italia non é molto consueto, ma dovresti essere in grado di apprezzarlo.
Tra l’altro, durante la tribuna elettorale, alcuni giornalisti hanno criticato gli altri candidati per le loro risposte evasive e non accurate.