Politics / Votare all'estero, la prima volta (2006)
Politics / Votare all'estero, la prima volta (2006)
Con una lettera al Direttore di America Oggi, Paolo Toschi, Vice Console d’Italia a Newark risponde ad una serie di accuse.
Gentile Direttore,
ho letto con interesse la missiva dell’Ing. Scardigno in data 19.3.06. Dei tanti toccati, è mio compito rispondere ai punti che concernono direttamente questo ufficio. Se infatti l’espressione di critiche e dubbi è naturalmente legittima, spiace constatare una serie di inesattezze ed omissioni.
1) In merito alla “documentazione per la presentazione della candidatu-ra” ricevuta da questo ufficio, rivelatasi a suo dire ’imprecisa e possibilmente non ottemperante’ non è chiaro a cosa l’Ing. Scardigno si riferisca. Le regole ed i documenti per la presentazione della candidatura sono contenute nella legislazione elettorale (specialmente la L. 2001/459 sul voto all’estero, e le norme collegate) e nelle dettagliate ’Istruzioni per la presentazione delle candidature’ del Ministero dell’Interno, ricevute dall’Ing. Scardigno come dagli altri candidati nel febbraio di quest’anno. A Salvatore Scardigno la legislazione è stata illustrata in una riunione specifica in Vice Consolato il 9 febbraio, ed in numerosi colloqui.
Questa documentazione è la stessa identica ricevuta dagli altri 4 candidati residenti in New Jersey, la cui presentazione di candidatura è avvenuta con successo. Ciò significa che la documentazione era, per usare le espressioni di Scardigno, ”completa” e “ottemperante”.
E’ importante chiarire che, di conseguenza, l’unico requisito mancante per consentire all’Ing. Scardigno di presentare validamente la propria candidatura era la raccolta di 250 firme a sostengo della lista.
2) Il Vice Consolato si è, nei fatti, attivamente adoperato per rendere possibile all’Ing. Scardigno la raccolta delle firme dei sostenitori in presenza di un pubblico ufficiale. Infatti, oltre a dare la propria disponibilità a ricevere i suoi sostenitori in ufficio anche il fine settimana e fuori dall’orario di apertura al pubblico, il vice consolato ha allestito per Scardigno due sessioni di raccolta di firme fuori dall’ufficio e fuori dall’orario di lavoro, la sera del Venerdì 17 febbraio a Little Ferry e la sera del Martedì 21 febbraio a Hoboken. Una terza occasione per la quale il consolato aveva programmato il proprio intervento, il 12 febbraio, è stata cancellata dal Sig. Scardigno per ragioni dallo stesso non precisate.
Ma in tali occasioni l’Ing. Scardigno non ha potuto raccogliere le 250 firme necessarie secondo la legge, fermandosi a meno della metà. Va aggiunto che in consolato, in tutti i due mesi circa di periodo preelettorale, si sono presentati per la sottoscrizione della lista di Scardigno 2 (due) connazionali.
3) Quanto infine al trattamento ricevuto dall’Ing. Scardigno mi preme dire che semmai, in ragione della sua qualità di candidato indipendente, e come tale privo di assistenza dai partiti, egli è stato trattato da questo ufficio con cura particolare. Infatti egli è il solo candidato per il quale il Vice Consolato abbia programmato tre autentiche di firme serali fuori dall’ufficio, di cui poi una cancellata dallo stesso Scardigno; è il candidato che ha avuto il più lungo meeting preparatorio con il vice console per l’illustrazione della normativa, il 9 febbraio per più di due ore; ed egli ha avuto a disposizione sin da gennaio il numero telefonico cellulare del vice console per colloqui giornalieri che hanno affrontato i suoi dubbi e le sue curiosità.
Se il forte disappunto per non essere riuscito a raccogliere un numero sufficiente di sostenitori, da parte dell’Ing. Scardigno, è umanamente comprensibile, non è affatto corretto che nell’esprimerlo egli dimentichi l’impegno e la disponibilità che la rete consolare gli ha dedicato, come agli altri candidati, per consentire il migliore svolgimento possibile di un esercizio dalle molte difficoltà, ma importantissimo, quale il voto degli italiani all’estero.
Grazie per l’attenzione.