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Politics / Votare all'estero, la prima volta (2006)

Io volevo andare in onda ma ho rinunciato

(September 29, 2007)
Graziella Bivona con Massimo D'Alema

Graziella Bivona parla delle polemiche sulla Tribuna di Rai International

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Quante polemiche! Avevo deciso di lasciar perdere la questione Tribuna Rai-International, politiche 2006 del 16 marzo scorso, ma, visto che alcuni candidati delle liste del Centro-destra continuano a dare informazioni sbagliate, voglio dire la mia così chiudiamo le polemiche con i fatti. Io sono stata la protagonista della vicenda ed io ne parlo.


Andiamo con ordine.
La direzione dell’Unione di Roma, mi telefona per informarmi che devo partecipare alla tribuna elettorale e mi da tutte le informazioni necessarie.

Sottolineo, non è stata la Rai, ma l’Unione, quindi l’invito ai candidati è stato concordato con i partiti che rappresentiamo, sono loro che hanno dato alla Rai i nostri nomi. Tutto ok con la commissione di vigilanza della Rai.

Il giorno e l’ora stabilita mi sono presentata presso gli studi della Rai e all’entrata trovo un gruppo di candidati esclusi dalla tribuna ed alcuni sostenitori degli stessi. Al mio arrivo ho sentito bisbigliare… “e certo, di noi hanno paura….”, “invitano loro e noi no…”, “non devono parlare non facciamole parlare…”, “ci sono solo le due donne de l’Unione”, “dobbiamo sabotare la trasmissione”, “Graziella nel tuo l’intervento perché non dici che a noi non ci hanno permesso di intervenire?” e così via.

Tutto questo nel giro di pochi minuti. Qualcuno mi ha anche salutato con educazione dicendomi che non si sarebbe presentato più tardi alla conferenza stampa organizzata dai miei colleghi. (Poi è venuto però!)

Vado su. Trovo il gruppo che chiacchiera animatamente con Silvana Mangione e quando mi unisco a loro la prima cosa che mi sento dire da uno dei rappresentanti di centro destra è quanto segue: “Se participate in due, noi partecipiamo all’apertura della tribuna, ci presentiamo e, per protesta, ce ne andiamo.”

A quel punto bisognava prendere una decisione, velocemente. Abbiamo cercato di spiegare che l’Unione rappresenta tanti partiti, per questo eravamo di più. Io e Silvana ci siamo allontanate per poter parlare fra di noi e, insieme, come è abitudine ne l’Unione, abbiamo concordato la nostra decisione. Di fronte alla minaccia di boicottaggio da parte dei candidati del centro destra ho preso la mia decisione e ho detto che sarei stata disposta a rinunciare . E’ chiaro che ho preso quella decisione perché in quel momento l’unica cosa che ho pensato è che , diversamente, la tribuna non si sarebbe fatta e la comunità non avrebbe potuto vedere il dibattito.

A quelli che non hanno capito la mia decisione voglio solo dire questo:

Il mio è stato un gesto di pura signorilità. Avrei voluto partecipare, certo, se lo avessi fatto certamente non avrei usato lo spazio Rai per mettere in cattiva luce un candidato avversario. Non avrei certamente parlato della bandiera Italiana che Bossi ha detto di usare come carta igienica (altro che bandiera americana bruciata da estremisti ripetutamente detto dai candidati della lista Tremaglia), ma avrei usato lo spazio per cose più importanti, per informare gli elettori dei programmi a favore della nostra comunità, per parlare di cose serie, per dire ai candidati di destra che tutto quello che loro chiedono nel loro programma: assistenza, servizi consolari, servizi di informazione, non si può incrementare perché il governo di centro destra, in 5 anni di governo ha regolarmente tagliato le risorse a loro destinati.

Avrei detto agli elettori, infine, che cosa ho fatto e quello che vorrei fare se dovessi essere eletta e avrei fatto capire ad alcuni che le polemiche è facile farle, ma che è difficile costruire i consensi. Questi si conquistano non si pretendono.

Ma ora dico anche a RAi international:
Premesso che è la prima volta gli italiani all’estero votano per eleggere i propri rappresentanti nel Parlamento italiano, avremmo voluto essere più informati. La Rai avrebbe dovuto dare più spazio ai candidati, avrebbe dovuto fare più informazione su chi sono, sui loro programmi. Avrebbe dovuto dividere gli interventi dei vari candidati al Senato e quelli alla Camera in modo da potersi confrontare in modo chiaro ed equo.

E’ indecente e inaccettabile che in alcune circoscrizioni, ove non sussistono difficoltà di ordine tecnico né ragioni di budget, Rai international non offra il servizio informativo per cui riceve soldi dallo Stato italiano. Perché il direttore Magliaro ha ridotto il numero delle tribune all’estero da tredici a nove?

Graziella Bivona