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Politics / Votare all'estero, la prima volta (2006)

Rai Internatinal deve rimediare

Stefano Vaccara (September 29, 2007)
Angela della Costanza Turner con Silvio Berlusconi

Intervista ad Angela della Costanza Turner, candidato di Forza Italia alla Camera dei Deputati.

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Mentre gli italiani all’Estero già votano, non si placa la polemica sulle “tribune politiche” svolte da Rai International. Infatti non tutti i candidati presenti nelle liste hanno potuto usufruire del mezzo televisivo pubblico per farsi conoscere dagli elettori, e così molti di loro si sentono svantaggiati rispetto a chi ha avuto la “fortuna” di partecipare. Infatti all’estero i cittadini italiani stanno votando col sistema proporzionale con la possibilità di preferenza, dove ad ogni candidato, a prescindere dal numero di posizionamento in lista, basterà avere un voto di preferenza in più anche rispetto ad un altro candidato dello stesso partito per essere eletto.

Ma invece, sugli schermi di Rai International, ci sono finiti solo candidati scelti dai partiti, come se anche all’estero le segreterie di Roma volessero “indicare” le loro preferenze rispetto ad altri candidati in lista. Ma gli esclusi non ci stanno. Angela della Costanza Turner, genovese, architetto, console onorario italiano di Atlanta, candidata alla Camera nella lista di Forza Italia, è impegnata a far conoscere le ragioni di questa protesta. Gli abbiamo posto alcune domande.

Signora Turner, lei non è apparsa su Rai International come altri candidati. Perché?

“Non conosco i meccanismi che hanno portato alla decisione di invitare solo alcuni tra tutti i candidati, e francamente non me ne voglio neppure interessare. Quello che tengo a sottolineare è che come molti altri candidati sono stata esclusa dal servizio informativo pubblico, senza giustificazione alcuna. Temo che si tratti di un grave errore che rischia di minacciare in modo sostanziale la campagna elettorale mia e di tanti altri candidati che si stanno battendo su un territorio enorme dove la televisione risulta l’unico mezzo efficace per entrare nelle case di ogni connazionale, che ha il diritto di poter vedere in faccia i candidati prima di scegliere per chi votare. Voglio però precisare che più che una lesione ai diritti dei candidati siamo di fronte ad una lesione del diritto degli elettori a conoscere le persone per cui è stato chiamato a votare”.

A questo punto crede che la “par condicio” tra i candidati, non solo dei diversi partiti, ma anche delle stesse liste, sia stata falsata?

“Ho l’impressione che ci sia stata un’interpretazione errata riguardo al modo in cui applicare la par condicio al voto per gli italiani residenti all’estero.

Credo infatti che la decisione di applicare una legge sulla par condicio in qualche modo analoga a quella applicata in Italia, dove vige una legge elettorale differente, sia quantomeno discutibile. Infatti, a differenza della legge elettorale in vigore in Italia, qui in Nord e Centro America l’elettore sarà tenuto ad esprimere la preferenza in modo esplicito e a scriverla sulla scheda elettorale. Mi pare dunque strano applicare in questo contesto una legge che si applica ad un sistema dove di preferenze non se ne devono esprimere e dove la legge elettorale delega ai partiti l’ordine nel quale i candidati debbono essere votati”.

Questa intervista viene pubblicata domenica 26: ci sarebbe ancora tempo per la Rai per rimediare? Quale dovrebbe essere la formula giusta?

“Assolutamente sì, ci sono tutti i tempi per rimediare a questo errore. Ritengo sarebbe già sufficiente dare un tempo breve, diciamo anche solo di una manciata di minuti, a ciascun candidato per presentarsi e poter dire in modo conciso per quale motivo ritiene di meritare il voto degli italiani. Con appena due ore di trasmissione si consentirebbe in questo modo a tutti i candidati che non sono mai andati in televisione di parlare e farsi conoscere in modo facile ed efficace”.

Chiedendo informazioni ai dirigenti della Rai a New York, ci hanno però detto che si sono attenuti alle indicazioni che, in questo caso, sono state stabilite direttamente dai partiti: questi si sono messi d’accordo sulla formula da adottare e l’hanno comunicata alla Rai.  Ha chiesto chiarimenti al suo partito?

“Ribadisco che in un sistema proporzionale con indicazione della preferenza è il singolo individuo che è l’artefice principale del suo successo, ed ha la responsabilità totale ed assoluta della sua campagna elettorale e della ricerca del proprio elettorato. Ritengo pertanto che nessuno possa pensare di delegare alle segreterie dei partiti una materia di questi tipo”.

A questo punto, non le converebbe fare qualche apparazione su qualche network americano, magari la CNN, che sicuramente tanti italiani vedono. Dopotutto, la sua candidatura, che è stata ripresa anche da altri giornali americani e inglesi, insomma fa notizia, no? Che cosa le consiglia di fare suo suocero?

 “La questione qui non è in quale TV il candidato possa scegliere di apparire, ma della scelta del servizio pubblico di invitare alcuni candidati e non altri, in una competizione elettorale basata sui voti di preferenza e quindi sulla conoscibilità del candidate in un’area molto grande, che va dal Canada a Costarica. Devo poi aggiungere che noto una certa malizia in questa domanda, nella quale si cita proprio CNN tra i network statunitensi nei quali mi suggerisce di apparire, ma preciso volentieri che malgrado mio suocero sia il fondatore di CNN, ad oggi non ne è più il proprietario, né ricopre più alcuna carica sociale all’interno di aziende nel mondo dei media. Per rispondere alla seconda parte della sua domanda, le dirò che ho la fortuna di sentire mio suocero quasi quotidianamente, ma lo aggiorno riguardo le novità sulla vita di mio figlio, piuttosto che delle preoccupazioni della mia campagna elettorale, che preferisco lasciare fuori dall’intimità familiare”.

Se lei dovesse essere eletta, da deputata presterà attenzione a Rai International? Se ne avesse la
responsabilità, cosa cambierebbe in 100 giorni nella televisione indirizzata agli italiani all’estero?


“Che la ristrutturazione di RAI International sia una priorità che ho da quando ho deciso di scendere in campo è cosa nota ed esplicitamente espressa al punto 5 del mio programma elettorale (www.angeladellacostanzaturner.com). E’ un tema caro a tutti gli immigrati italiani che risiedono all’estero che io ho avuto il piacere di incontrare in giro per tutta la circoscrizione. Cercherei anzitutto di cambiare e razionalizzare il palinsesto in base alle esigenze dei consumatori, chiedendo l’aiuto anche degli abbonati con specifici questionari per meglio capirne esigenze e preferenze. Voglio ricordare che Rai International è pagata dagli italiani all’estero che risiedono negli USA ben 9 dollari al mese, e per molte persone è il principale mezzo di contatto con la realtà politica, culturale, sociale e di costume dell’Italia contemporanea. Questo per avere una programmazione approssimativa in termini di palinsesto con orari di trasmissioni che cambiano in continuazione ed una qualità dell’immagine pessima. Nei primi cento giorni dopo la mia elezione a deputato mi adopererò affinché questa situazione possa evolvere, cercando di equiparare il livello del servizio offerto all’estero al livello offerto in Italia, affinché non esistano più utenti di serie A e utenti di serie B”.