Politics / Votare all'estero, la prima volta (2006)
Politics / Votare all'estero, la prima volta (2006)
NEW YORK. Toccata e fuga nella Big Apple dove ha avuto un colloquio con l’ex presidente Bill Clinton, il deputato Gianni Vernetti, responsabile delle relazioni internazionali della Margherita, ad “America Oggi” spiega gli argomenti affrontati durante l’incontro.
A COLLOQUIO CON CLINTON. Vernetti, parlamentare torinese, candidato in Piemonte al Senato alle imminenti elezioni politiche, è stato strumentale per l’organizzazione delle recenti Olimpiadi invernali. A New York si è trattenuto poco più di un giorno: 36 ore ricche di impegni. “Ho incontrato Bill Clinton - elenca Vernetti - , sono qui ad “America Oggi”, ho incontrato i rappresentanti dei patronati e associazioni che animano la vita della comunità italiana a New York e nel New Jersey”.
Vernetti ha così scoperto una comunità che definisce “viva”, ma non solo anche “molto attenta e con una bella battaglia elettorale”. Vernetti è pure convinto che “la presenza di sei senatori e dodici deputati che rappresentano l’Italia nel mondo, con il senatore e i due deputati che eleggerete voi tra America del Nord, Centrale e Messico, costringeranno un pò tutta la politica italiana a guardare con più attenzione ai tanti italiani che danno contributi fondamentali all’economia e alla vita di questi paesi”.
MENO IDEOLOGIA, PIU’ INDIVUDUALISMO. Il deputato della Margherita, ha notato che la differenza forse più palpabile tra gli italiani residenti nel Paese e quelli da questa parte dell’Atlantico, è l’approccio forse meno ideologico, ma sicuramente più personale.
“Potrei anche sbagliarmi, ma mi sembra che qui c’è un approccio meno ideologico. Credo che qua verranno premiate più le persone, la loro serietà, la loro credibilità individuale che non i partiti. Del resto è un un esperimento unico al mondo”.
LA LINGUA ITALIANA. Un esperimento globale che costringerà Camera e Senato a prestare più attenzione alle nuove, ma antiche tematiche scivolate sovente nel dimenticatoio parlamentare. “Saranno temi importanti per tutti, ne elenco uno: la promozione della lingua e cultura italiana. Questa è una risorsa che rischia di essere travolta dalla globalizzazione che tende a omologare, a cancellare le diversità, le originalità. E noi questa tradizione la dobbiamo tenere in vita. Purtroppo - sottolinea - poche risorse dello Stato sono state destinate a questa attività. Quindi, da questo punto di vista, la presenza dei vostri parlamentari costringerà la politica italiana, a essere più attenti a questi temi che ritengo fondamentali. Promuovere bene la lingua e la cultura italiana, tra l’altro, è anche un ritorno economico per il nostro Paese. Le Olimpiadi sono state una grande promozione. Inoltre, realtà come le radio e i quotidiani come il vostro, che fanno fatica a tirare avanti, sono fatti che andrebbero molto più valorizzati”.
NECESSARIA L’UNITA’. Gianni Vernetti si dice convinto che vincerà il centro sinistra e spiega perché è ipotizzabile la vittoria. “Credo che vincerà il centro sinistra. Sono stati anni terribili non soltanto per l’Italia, ma per tutto il mondo. Se li mettiamo tutti in fila: l’11 settembre, la recessione economica, la perdita del potere d’acquisto per molte famiglie, l’emergere sulla scena mondiale della Cina e dell’India che hanno cambiato completamente il mondo che conosciamo fino a pochi anni fa, hanno sicuramente creato grandi problemi al pianeta.
“Ma in questo contesto di grandi difficoltà l’Italia ha un pò svettato per inefficenza; è andata un pò peggio della Francia, della Germania, dell’America. Qui vediamo un’America che si riprende. L’Italia, invece, si è fermata. Pensiamo per malgestione, malgoverno, una crisi di fiducia. Oggi il nostro è un Paese che ha bisogno di unità e non di divisione. Vediamo invece purtroppo come questo governo uscente tende un pò troppo a dividere. Noi abbiamo bisogno di una grande unità e di un grande progetto di rilancio economico che soltanto il centro sinistra sarà in grado di realizzare”.
RAI INTERNATIONAL. Il discorso cade sulle critiche, anche dai toni aspri espresse dai candidati e dall’elettorato in queste settimane di campagna a causa della scarsa informazione di Rai International. Vernetti cooemta: “Rai International andrebbe molto migliorata per offrire veramente un servizio pubblico che non è, oggi, quello che gli italiani all’estero si meritano”. L’esperimento elettorale globale ha comportato la bonifica dell’anagrafe degli italiani all’estero, un lavoro lungo e dispendioso che - nella maggioranza dei casi - ha trovato i consolati impreparati causa la non disponibilità di risorse umane e gli organici delle sedi diplomatiche italiane all’estero soffrono di questo male comune.
SEDI CONSOLARI DA POTENZIARE. “Dieci giorni fa - racconta l’onorevole - ho incontrato i dipendenti della Farnesina e ho letto i loro dati. Noi oggi abbiamo una sofferenza incredibile nelle nostre strutture consolari e diplomatiche che è paragonabile, come quantità, a un piccolo paese europeo. Noi in giro per il mondo abbiamo gli stessi dipendenti che hanno Olanda o Portogallo e questo vale anche per gli Istituti per il Commercio Estero. Sicuramente c’è una carenza di strutture consolari. Oggi la politica estera è quasi indistinguibile dalla politica interna, per alcuni versi occuparsi del mondo vuol dire occuparsi anche di casa propria. Noi quando andremo al governo, abbiamo deciso di investire sulla politica internazionale”.
Intervista / A colloquio con il deputato della Margherita Gianni Vernetti a New York