Politics / Votare all'estero, la prima volta (2006)
Politics / Votare all'estero, la prima volta (2006)

Il voto degli italiani all'estero fa parlare di sé, grazie ad un simposio, "Italian Vote Abroad - Looking back to move forward", organizzato dal "John Calandra Italian American Institute" del Queens College - diretto da Anthony Julian Tamburri - e svoltosi sabato 12 maggio al Graduate Center della Cuny.
Si tratta del primo esperimento di dibattito ad un anno dalle elezioni politiche italiane ed è servito anche, oltre a fare un bilancio sul voto in sé, ad aprire una discussione su quelle che saranno le prospettive future.
Un convegno bipartisan - come ha sottolineato lo stesso Tamburri in apertura - che ha lo scopo di rivisitare il concetto di voto all'estero e messo anche ben in evidenza sulla copertina del programma con un'immagine di Romano Prodi e una di Silvio Berlusconi mentre votano. Ed un convegno che avrebbe potuto avere una piega diversa se chi doveva, diciamo per dovere verso gli elettori, partecipare, non avesse invece disertato. Tra gli invitati, all'appello mancavano, infatti, il senatore dell'Ulivo Renato Turano e il deputato di Forza Italia Salvatore Ferrigno. L'onorevole Ferrigno non ha dato traccia di sé, l'onorevole Turano ha mandato il suo portavoce a New York, Mico Licastro, che ha spiegato i motivi della sua assenza.
La miccia per le polemiche, e d'altronde non poteva essere altrimenti, è già stata accesa e ha avuto un primo seguito sulle colonne di America Oggi attraverso una lettera di Licastro e durante il simposio, qualcuno tra il pubblico ha anche commentato come vergognosa l'assenza dei due rappresentanti. Noi non ci soffermeremo oltre in questa sede.
Hanno, invece, partecipato al convegno Sue Anderson, vicepresidente Queens College/Cuny, l'onorevole Tony Avella, consigliere Nyc, Hermann Haller, direttore del programma di Ph.D in italiano della Cuny, approvando tutti l'iniziativa del Calandra Institute come un punto di partenza per aprire una discussione. Poi l'intervento del Console Generale italiano a New York Antonio Bandini, con il quale abbiamo approfondito l'argomento in una intervista (vedi accanto). Era atteso anche l'ex ambasciatore Paolo Janni, docente di scienze politiche alla Catholic University di Washigtont Dc, ma all'ultimo momento ha dovuto dare forfait per un attacco influenzale.
Tra i partecipanti rilevante l'intervento dello storico Stefano Luconi, dell'Università Roma Tor Vergata, che ha fatto un quadro storico sul coinvolgimento politico degli immigrati italiani negli Stati Uniti. Luconi ha sottolineato che se fino agli anni Venti gli italo-americani non partecipavano in massa alle elezioni americane, quando ci fu il loro coinvolgimento nel processo elettorale Usa, ecco che alcune organizzazioni cercarono di farli diventare uno strumento di pressione nei confronti della Casa Bianca per condizionarne certe scelte di politica estera verso l'Italia. Questo avveniva sia durante il regime fascista che nel dopoguerra. Luconi ha ricordato, per esempio, come oltre un milione di lettere furono mandate dagli italo americani in Italia per cercare di influenzare il voto dei propri familiari alle elezioni del '48 in funzione anticomunista. Allora qualcuno propose anche all'amministrazione Truman di favorire il rientro in patria degli italoamericani che avevano conservato la cittadinanza italiana apposta per farli votare - emendando la legge che altrimenti gli avrebbe fatto perdere la cittadinanza Usa- ma la Casa Bianca non volle interferire fino a questo punto. Luconi alla fine è arrivato al passaggio della legge costituzionale del 2001 finalmente raggiunta dal ministro Tremaglia e votata del Parlamento per concludere con la grande sorpresa del risultato elettorale del 2006: il voto per il centro sinistra che all'estero prevale su quello dei moderati con la conquista di 4 senatori su 6 al centro sinistra, voto determinante per la nuova maggioranza di Prodi.
Il dibattito ha assunto un carattere più politico con gli interventi, moderati da Joseph Sciorra del Calandra Institute, del portavoce del senatore Renato Turano, Mico Delianova Licastro, e di Luigi Solimeo, vice-coordinatore nazionale Usa per le Associazioni Laziali d'America. Il primo soffermandosi sui motivi che hanno spinto Turano a candidarsi, ossia "per fare qualcosa per la comunità, per offrire dei servizi", l'altro, invece, sottolineando il peso e le responsabilità politiche che hanno avuto e che avranno gli italiani all'estero nei confronti della Madre Patria attraverso il voto. «E' legittima questa rappresentanza? - ha commentato - è giusto avere questo potere decisionale e come possono 18 eletti rappresentare tutti gli italiani nel mondo?».
Si è anche discusso del rapporto tra il voto degli italiani all'estero e i mezzi di comunicazione, con Andrea Mantineo, editore e direttore di "America Oggi" e Stefano Vaccara, opinionista ed executive editor di Oggi7. I due giornalisti hanno più volte ribadito l'indipendenza dell'informazione politica data ai lettori-elettori di America Oggi e Mantineo ha ricordato l'ampio spazio garantito nel giornale ai candidati di qualsiasi colore e come il giornale, come invece è consetudine per le elezioni americane, nel caso delle elezioni italiane abbia scelto di non pubblicare un "endorsement". A moderare l'intervento dei giornalisti c'era Vincenzo Milione, director for Research and Education al Calandra Institute, che ha sollevato il problema di come l'estensione del diritto al voto anche ai figli degli immigrati che hanno optato per l'acquisizione della cittadinanza italiana ha incrementato il numero di latini di discendenza italiana che hanno richiesto di ottenere passaporto italiano, ma allo scopo di viaggiare negli Stati Uniti (Infatti, secondo una stima degli Stati Uniti, circa il 22% degli immigrati italiani provengono dall'America Latina).
Contributi ci sono stati da parte anche di Domenico Mignone, già candidato per la lista dell'Udc, mentre Robert Cavanna, del Queens College, Joan Migliori e Joseph Sciorra, del Calandra Institute, alla fine hanno concluso il simposio sui perché, da cittadini italiani nati negli Usa, si sono sentiti in dovere di votare alle scorse elezioni italiane.
Pubblicato su Oggi7 il 20 maggio 2007.