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Arts and Culture / Aldo Tambellini: The Eternal Rebel

Dentro son le mura che circondano la mente (2006)

Aldo Tambellini (October 1, 2007)
La madre (Lucca)

Dentro son le mura che circondano la mente e fuori c’e’ la croce di ferro battuto
con la passione di Cristo nascosto – la base di marmo e’ piu’ corrosa lasciata nelle macerie della memoria – i vecchi forse parlano di un tempo quando la fonte d’acqua era la’ prima che la campana cascasse dal campanile di San Concordio e nessuno la rimise al suo posto l’acquedotto che conta ... gli anni con le sue curve degli archi ancora sta la’ non lontano dalla zona chiamata “Il Porto”-- della fabbrica distrutta dal bombardamento di fronte alla mia casa solo la ciminiera e’ rimasta dichiarata monumento di archeologia industriale

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gli anni con le sue curve degli archi ancora sta la’ non lontano dalla zona chiamata “Il Porto”-- della fabbrica distrutta dal bombardamento di fronte alla mia casa solo la ciminiera e’ rimasta dichiarata monumento di archeologia industriale – a Guamo sotto la rete camuffata hanno levato il cannone dei soldati Tedeschi che guardava i monti fra Lucca e Pisa aspettando le truppe americane – le due ruote di pietra del mulino che una volta macinavano il grano sono fuori appoggiate al cancello che dicono sia dal 700 – il pozzo dell’acqua potabile non si usa piu’ e nei prati di grano ora crescono le fabbriche – la gora e’ secca – la grande ruota di legno del mulino che girava sotto la cascata e’ scomparsa – anche la vigna d’uva fragola detta americana manca c’e’ la moglie di Tito seduta nel cortile che guarda i suoi 82 anni nelle nuvole rivedendo quel giorno quando suo marito fu preso dalle SS nell’incursione del ’44 e lei si butto giu’ disperata piangendo agli stivali del comandante e nessuno credeva quando il forte Tito ritorno’ a casa mentre gli altri uomini del paese furono presi e trasportati con i camion e pochi ritornarono - dopo la guerra si venne a sapere che Tito scambiava messaggi con i partigiani quando caricava il suo carretto di carbonella nei monti rischiando di essere fucilato con l’intera famiglia - fin ad oggi non e’ stato dichiarato un eroe solo ricordato come padre e lavoratore alcune piante di campagna son secche e avvelenate – Alda sangue della sorella di mia madre nella sua gioventu’ fu rinchiusa nel mondo della tragedia di mia madre che a lei nessun spiego’ ii soldati tedeschi dopo aver mitragliato i campi poi col cannone sparavano ai monti che sparavono a noi sparirono una notte abbandonando le stalle portando via i cavalli e i prigionieri della Polonia e i camion e un giorno dai monti fra la polvere apparirono le gip con i soldati neri e i suoi capitani bianchi – son gli americani che vengono a liberarci e son accolti con baci ed abbracci da noi che li aspettavamo da tanto tempo – mentre la ruota di legno girava sotto la cascata i vecchi rimasti parlano di quel tempo poi dicono che certi ragazzi di oggi ballano drogati in discoteca fino all’alba - i bambini guardano i video americani con i pupazzi animati – ma si dice che oggi si mangia bene e c’e’ pure il cellulare ed il computer che collegano il mondo ed ogni tanto un dente di leone o un ranuncolo giallo cresce nel cimitero con gli zingari che chiedono i soldini all’ingresso sull’armadio di Alda c’e’ un bossolo di cannone di ottone battuto a mano con un rilievo di un grifone fatto da un soldato per suo padre ch’era Marasciallo e dopo il bombardamento del ’44 qualcuno trovo’ il bossolo fra le macerie e un giorno disse ad Alda “prendilo questo e’ tuo” – nella chiesa di San Freddiano la mummia di Santa Caterina trasforma in pane i fiori donati per chi non ha da mangiare e fuori il Cristo del mosaico bizzantino risplende dalle luci riflessi dal tramonto e in cima alla Cattedrale San Martino a cavallo taglia con la spada il suo manto donandolo a un povero che sta tremando dal freddo si disse che fra Lucca e Pisa non ci fu pace e ora alcuni di quei platani che circondano “Le Mura” di difesa sono ammalati e spariti e la faccia di un leone di pietra fu mangiata dal tempo e ogni tanto a mezzanotte lo spettro dell’invisibile Signora Mansi passa con la sua carrozza con quell’anima venduta al diavolo per rimanere giovane eternamente e passa la casa del boia che taglia le teste - al cimitero ci son le tombe di mia madre nonni e zii e le statue piangenti s’impolveriscono e i marmi son pieni di date di chi nasce e muore di chi e’ ricordato e di chi e’ abbandonato – nella piazza dove Puccini nacque c’e’ la sua presenza in bronzo seduto con sigaretta in mano vicino al Ristorante dell’Orso dove pure mio padre apri’ un risotrante quando venne dal suo nativo Brasile vedo mia Madre che si allontana e dice “sei cosi’ invecchiato che non ti riconosco” entra lo specchio e si richiude nel silenzio – le campane son mute al suo funerale nessuno in America risponde al telefono – vedo mio fratello che ha perso la chiave del labirinto e non capisce che in America sei rinchiuso dentro le mura di un altro labirinto invisibile




25 di agosto 2002
mezzanotte
Lucca

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