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Politics / Death Penalty? No Thanks!

USA. Pena di morte. La posizione dei candidati alle primarie del 2008

Luca Bolognini (October 2, 2007)

Raccolta di alcune brevi schede riassuntive della posizione dei candidati alle elezioni primarie dei due maggiori partiti politici americani

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Repubblicani a favore della pena di morte


Sam Brownback: Brownback non è del tutto favorevole alla pena di morte, che però ritiene possa essere applicata in casi estremi, come quello di Osama Bin Laden. Ha detto che la Costituzione non autorizza o proibisce l’uso della pena di morte, ma che “se cerchiamo di stabilire una cultura della vita, è difficile farlo in uno Stato che uccide i suoi cittadini”.

Rudolph Giuliani: Giuliani è da sempre favorevole alla pena di morte e ha invocato la sentenza capitale per i colpevoli di tradimento. Nel 2006 testimoniò durante il processo a una delle menti dell’11 settembre, Zacarias Moussaoui, chiedendo per lui la massima punizione. Nel dicembre del 2001 spinse l’accusa a chiedere la pena di morte nei confronti del combattente talebano di origini americane, John Walker. Giuliani in quella occasione disse che la pena di morte “ è un effettivo deterrente alla criminalità”.

Mike Huckabee: Huckabee è un sostenitore della pena di morte. Nel suo libro, From Hope to Higher Ground, scrive che “alcuni crimini la meritano, ma questo non significa che mi piaccia”.

Duncan Hunter: Hunter è favorevole alla pena capitale. Lo ha dimostrato più volte. Ad esempio, si è opposto agli sforzi per rendere più facile ai criminali ospitati nel braccio della morte ricorrere in appello e nel 1994 votò contro un’iniziativa per limitare la lista dei crimini passibili di pena di morte a livello federale.

John McCain: McCain è un sostenitore della pena di morte per i crimini federali. Come senatore dell’Arizona, votò per proibire l’uso in appello di statistiche su base. Ha anche appoggiato la legislazione che permette di punire con la pena di morte gli atti di terrorismo e ha detto che non esclude di prendere in considerazione di allungare la lista di crimini per cui è possibile applicare la pena di morte.

W. Mitt. Romney: Romney è favorevole alla pena di morte per gli atti di terrorismo, le uccisioni in serie, gli omicidi in cui è stata applicata la tortura e l’uccisione di agenti di polizia. Come governatore, presentò una proposta di legge per reintrodurre la pena di morte in Massachusetts. Per arrivare all’esecuzione, sarebbe stato necessario fornire una prova scientifica positiva, come il test del Dna.

Tom Tancredo: Tancredo è un sostenitore della pena di morte. Nel 2004 Tancredo appoggiò una proposta di legge che affermava che le “persone coinvolte in atti terroristici dovrebbero essere punite con la morte”.

Fred Thompson: Thompson ha affermato che “mentre l’uso del test del Dna per fare chiarezza sui detenuti che per lungo tempo sono rimasti nel braccio della morte prova che abbiamo bisogno di più attenzione prima di decretare la massima sentenza”, studi scientifici dimostrano “che la pena di morte è un utile deterrente al crimine”. Thompson nel 1996 votò a favore di una proposta di legge per limitare il numero degli appelli in caso di condanna alla pena di morte. Nel 1994, in un questionario, si dichiarò favorevole a “imporre la pena di morte per alcuni crimini federali”.


Repubblicani contro la pena di morte

Ron Paul: Paul si oppone alla pena di morte e, secondo il suo portavoce, “voterebbe per la sua abolizione in qualunque istituzione di cui facesse parte”. Nel 2005 Paul lodò papa Giovanni Paolo II per essere “un eloquente e forte difensore del diritto alla vita, come hanno dimostrato le lotte contro l’aborto, la guerra, l’eutanasia e la pena di morte”.


Democratici a favore della pena di morte

Joe Biden: Biden pensò e portò all’approvazione il Violent Crime Control and Law Enforcement Act del 1994, che allargò la pena di morte a 60 crimini, inclusi gli omicidi compiuti dai terroristi, l’assassinio di poliziotti federali e il traffico di stupefacenti su larga scala. Nel 1996, Biden votò contro la possibilità di limitare gli appelli per i condannati a morte.

Hillary Clinton: Hillary Clinton è da lungo tempo una sostenitrice della pena di morte. Hillary Clinton fu una delle promotrici dell’Innocence Protection Act del 2003, che divenne legge nel 2004 come parte del Justice for All Act. Questa legge prevede uno speciale stanziamento di fondi per eseguire il test del Dna dopo la condanna. Come fisrt lady, fece pressione affinché la proposta del marito Bill Clinton di allargare la lista dei crimini passibili di pena di morte, fosse approvata.

Christopher Dodd: Dodd ha fatto sapere che la pena capitale è usata troppo facilmente, ma che ci sono alcune circostanze in cui “non è da escludersi la sua applicazione”. Ha perciò richiesto una riforma legislativa e una revisione profonda del sistema giudiziario così che “si possano prendere decisioni migliori” quando è in discussione la vita di un uomo.

John Edwards: Edwards è favorevole alla pena di morte. Ha affermato che “alcuni crimini meritano la massima punizione”. Quando era in Senato era un sostenitore della riforma della pena di morte e rilasciò un’intervista all’Associated Press nel 2004 in cui dichiarava di credere che “abbiamo bisogno di riformare il sistema che regola la pena di morte, per assicurare che la difesa abbia avuto diritto a un processo equo, con avvocati zelanti e competenti e con la possibilità di effettuare il test del Dna”.

Barack Obama: Obama ha detto che la pena di morte “rappresenta uno scarso deterrente per il crimine”, ma il senatore dell’Illinois resta comunque favorevole alla sua applicazione nei casi in cui “la comunità sia giustificata nell’esprimere la piena misura della sua indignazione”. Quando era senatore, Obama spinse per riformare il sistema della pena capitale in Illinois e autorizzò una legge per consentire l’uso della videoregistrazione durante gli interrogatori e le confessioni.

Bill Richardson: Richardson è favorevole alla pena di morte “per i crimini più brutali”, purché l’accusato “sia tutelato rigorosamente”. Tutela per Richardson significa che chi siede sul banco degli imputati ha avuto diritto a una rappresentanza legale appropriata e ha avuto la possibilità di effettuare il test del Dna.

 


Democratici contro la pena di morte

Mike Gravel: Gravel ha detto veramente poco sulla pena capitale durante la campagna elettorale. Tuttavia già nel 1972, nel suo libro Citizen Power, ne chiedeva l’abolizione.

Dennis Kucinich: Kucinich si oppone alla pena di morte. Sul sito Internet che sostiene la sua candidatura alla Casa Bianca si legge: “Moralmente, non credo che gli esseri umani abbiano il diritto di ‘giocare a fare Dio’ e togliere la vita a un loro simile. Specialmente visto che i nostro giudizi spesso si rivelano sbagliati”. Sempre sul Web si legge che le posizioni maturate da Kucinich sulla pena di morte sono “derivate da convinzioni morali e spirituali”.

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