Society / Parlano i giovani
Society / Parlano i giovani

New York, NY - Uno degli organizzatori della Post-Conferenza dei Giovani Italiani nel Mondo a Philadelphia racconta con entusiasmo il lavoro che ha portato all'incontro che vede riunire, nell'arco del prossimo fine settimana, ragazzi e ragazze italiani e italo-americani nella capitale della Pennsylvania
Eccoci a pochi giorni dalla nostra prima Post-Conferenza dei Giovani Italiani nel Mondo qui negli Stati Uniti. Tanta strada è stata fatta, ma sappiamo che molta ancora ce ne sarà da fare per portare avanti quelli che sono gli obiettivi che ci siamo prefissati a Roma lo scorso dicembre. 400 ragazzi provenienti da tutto il mondo con l’Italia nel cuore, riuniti presso la sede della FAO per confrontarsi su diversi temi.
Ed è proprio da qui che vorrei iniziare. Dalla nostra Italia che tanto mi ha dato a livello umano e che ora a distanza ancora continua a darmi. Perché io, ad eccezione della maggior parte dei ragazzi che fanno parte di questo gruppo, sono un italiano di prima generazione. Arrivato negli States da poco più di due anni mi sono integrato qui, ma non voglio perdere assolutamente il rapporto con la mia terra d’origine.
Vivo a New York, la comunità italiana è stata senz’altro un fattore importantissimo che mi ha consentito un buon inserimento sociale. Ma ovviamente questa è anche una città dove si presentano opportunità professionali ogni giorno per tutti.
Quello che però ho notato, quando sono arrivato, è che, nonostante il grande numero di italiani presenti sul territorio newyorkese, c’era una mancanza di coordinamento, di associazionismo. O meglio c’era, ma era nascosto.
E allora ho cominciato a interessarmi, a capire, a domandare e a conoscere.
Sicuramente le associazioni italiane hanno avuto scopi pregievoli, ma c’è una carenza di partecipazione da parte dei giovani, con conseguente assenza di ricambio generazionale.
E’ come se il loro linguaggio di comunicazione delle associazioni storiche fosse un sassolino lanciato nell’oceano che non fa rumore e non coinvolge il mondo giovanile.
Un mondo vario, fatto di figli di italiani che hanno fatto la loro strada qua in America, ma anche di quelli che come me sono arrivati qui da pochi anni.
Non era Cristoforo Colombo Italiano?
Si è cominciata però a muovere una ruota affinché siano i giovani stessi il rilancio di questa ondata di italianità.
Dobbiamo gettare le basi affinché un gruppo di ragazzi cominci a comunicare con i coetanei, perché tutto quello creato fino ad oggi non vada perso e anzi venga rinnovato e portato avanti con lo stesso amore.
Siamo attivissimi per Philadelphia, saremo una quarantina di ragazzi provenienti da tutti gli Stati Uniti, e sarà nostro obiettivo quello di coordinarci a livello globale per essere forti e presenti sul territorio locale. Non vi dico quante chiamate via skype abbiamo fatto, dopo lavoro e fino a notte fonda. Per organizzare al nostro meglio tutto questo è stato un vero piacere, ed ora siamo impazienti di raccogliere i frutti.
Sarà un cammino lungo, ma che intraprendiamo volentieri, sicuri di arrivare sorridenti e sempre più italiani al suo termine.
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Ad oggi hanno supportato l’evento i Com.it.es locali con donazioni e contribuendo con consigli ed esperienza. Si ringraziano i Com.it.es di New York e CT, di New Jersey, di Boston, di Houston, di Philadelphia, di San Francisco, di Los Angeles e gli altri che si uniranno in seguito. Inoltre una
nota di credito va sicuramente a chi ha dato inizio a tutto questo e continua a supportare con una giovane energia lo spirito dell’iniziativa: Silvana Mangione e Augusto Sorriso del CGIE, che non hanno mai fatto mancare il loro appoggio.
Committee Commissione Giovani - USA — Conferenza di Philadelphia
Maria Luisa Bello — CT — maria.l.bello@gmail.com
Carmine Berardi — carmine.berardi@villanova.edu
Graziano Casale — NY — graziano.casale@gmail.com
Alessandro Chiaro — PA — alex.chiaro@comcast.net
Anthony Marotta — NJ — marottan983@yahoo.com
Vincenzo Mazza — Boston — vincenzo@mazzamc.com
Vito Totino — NJ — vitototino@gmail.com
Graziano Casale è nato a Gaeta, dove ha vissuto fino all’età di 24 anni, per poi cambiar vita e trasferirsi a New York nel gennaio del 2007.
Ha frequentato l’università a Roma, dove si è brillantemente laureato in Marketing e Management, con specializzazione in Economia. Subito il primo impiego come consulente alla Junior Consulting, una società di consulenza tecnologica, per poi passare alla H3G di Milano per un anno. Oggi a New York è un project manager per RRD USA, un ramo della RRD Italy, una società operante nel settore delle telecomunicazioni.
Graziano è il presidente dell’AGIM NY (Associazione Giovani Italiani nel Mondo) e del ramo newyorkese della Commissione Giovani di Com.It.Es, un'organizzazione a respiro globale che raccoglie le idee, le iniziative e le esigenze degli italiani che vivono all’estero per sottoporle all’attenzione dell’Italia e del governo italiano.