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Society / Parlano i giovani

Anthony Marotta. Patriota italo-americano

(March 12, 2009)

North Jersey, NJ - "Il mio senso di patriottismo è dedicato sia agli Stati Uniti che all'Italia. Il mio amore per quel paese può essere espresso solo citando Giuseppe Verdi: 'Posso darti il mondo, se in cambio mi dai l’Italia'"

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Sei cittadino italiano?

No, ma sto per iniziare le pratiche per acquistare la cittadinanza.

  

Che rapporto hai con l'Italia?

Ho ancora gran parte della mia famiglia e dei miei amici in Italia: nonni, zii, cugini, colleghi, amici, etc. Ritorno lì una o due volte all’anno, ma anche quando fisicamente mi trovo negli Usa il mio cuore rimane in quel paese. Ho vissuto parte della mia vita a Roma dove ho frequentato l’American University nel 2004 e dove ho lavorato.

 

Quanto è importante per te la lingua italiana?  

È fondamentale. L’italiano è una delle prime lingue derivate dal latino, una delle vere lingue romanze. Nel suo vocabolario si ritrovano radici storiche che risalgono ai tempi dell’antica Roma. È una lingua musicale che dà melodia ai nostri discorsi. Sebbene frammentata da tantissimi dialetti è il veicolo che unisce l’intero paese. Per tutte queste ragioni ed altre ancora è importante tramandarla alle nuove generazioni, insieme allo stile di vita e alla cultura tipica dei nostri territori d’origine.  

  

Che cosa è la patria? Consideri l'Italia la tua patria?

Il mio senso di patriottismo è dedicato sia all’Italia che agli Stati Uniti. Il mio amore per la prima non può essere descritto a parole. Quella penisola nel Mar Mediterraneo ha influenzato e modellato la storia e la cultura mondiale in tanti modi diversi. L’arte, la musica, l’architettura, la politica, la legislatura, la scienza, la matematica, la ricerca e l’enogastronomia sono solo alcuni dei suoi settori d’eccellenza. Giuseppe Verdi disse: “Posso darti il mondo, se in cambio mi dai l’Italia”. Al di là di questo, è il mio paese d’origine; è la terra dove i membri della mia famiglia hanno sudato e lavorato per dare ai propri figli un futuro migliore. Idem dicasi per gli Stati Uniti, la frontiera delle opportunità. I nostri antenati  hanno lavorato tutta la vita per far crescere questo paese. Sono stati tutto il giorno fuori casa per guadagnarsi il pasto per nutrire i loro figli, rimanendo sempre fedeli sia alla bandiera americana che a quella italiana. Anche io faccio questo e lo farò per sempre. Provo per entrambi i paesi un amore vero, profondo. Hanno dato alla mia famiglia una vita dignitosa e dei valori che hanno trasmesso a me e che cerco di esprimere in quello che sto scrivendo. Che Dio benedica l’Italia e gli Stati Uniti d’America!  

 
Credi che all'estero ci siano maggiori possibilità di realizzazione per i giovani?

Si, certamente. Ma è molto importante ricordare che l’Italia ha ancora tanto da offrire. La cultura italiana riveste un ruolo di primo ordine a livello internazionale, in tutti i paesi e anche negli USA. Siamo ancora un popolo, un paese vivo, e dobbiamo saperlo comunicare. Dobbiamo anche ricordarci dei nostri antenati, dell’impegno che hanno profuso per far crescere l’Italia. Dobbiamo continuare ad apprezzarla e l’unico modo di farlo è preservare le caratteristiche che la mantengono viva e farlo con impegno.

  

Quali sono le tematiche sociali più importanti per i giovani italiani all'estero?

Sono tutte simili per importanza, come in un’equazione matematica. Danno tutte un risultato infinito. L’esistenza dell’una è dipendente da quella dell’altra.

  
Come ti informi sull'Italia? Leggi costantemente i giornali?

Seguo RAI International via satellite e leggo i giornali periodicamente.

  

Cosa vorresti sapere di più del tuo paese? 

Vorrei essere sicuramente più informato sulle manovre legislative.

  

Parli spesso del tuo paese con i tuoi amici non italiani?

Sempre. Le nostre conversazioni al riguardo sono infinite. Sono paragonabili a Roma: non puoi vederla tutta in un solo giorno così come non puoi parlare dell’Italia in una sola volta. I miei amici non italiani si chiedono come un piccolo paese possa essere così ricco e pieno di bellissimi monumenti e luoghi da visitare. Sono interessati alla storia, alla cultura e alla tradizione culinaria principalmente. I miei amici vogliono tutti che li accompagni in Italia. Ho prenotazioni per una vita intera!

  

Sei identificato come un italiano da loro?

Si, lo sono. Parlo italiano e vivo secondo lo stile del Bel paese. È un’appartenenza genetica, sanguigna. 

 

Rispetti molto le tradizioni italiane?

La tradizione è parte della nostra essenza di italiani. Ogni anno io e la mia famiglia prepariamo le bottiglie di pomodoro e il vino e inscatoliamo anche verdure e frutta di giardino. Ogni domenica ci raduniamo per cena. È un modo per riunire tutta la famiglia. Passiamo anche le vacanze insieme nel nostro paesino di origine a Magliano, Salerno, dove si celebra la festa di Sant’Irene alla quale è stata dedicata una bellissima chiesa restaurata da mio nonno. L’Italia significa famiglia e questo è forse il valore più importante della nostra società. Lo vivo come una tradizione da preservare.

 

Credi si faccia abbastanza per promuovere la costruzione di una nuova comunità italiana nel mondo? 

Dove c’è volontà si trova sicuramente un modo. Se lavoriamo al nostro progetto con passione abbiamo tutto quello di cui abbiamo bisogno. Le cose non accadono dalla mattina alla sera, ma passo dopo passo so che ci riusciremo. Vi posso assicurare che, con il magnifico gruppo che abbiamo a disposizione, riusciremo a raggiungere i nostri obiettivi. Faremo tutto quello che dovremo. Il mondo deve ricordarsi dell’Italia.

  

Cosa ti ha dato la conferenza di Roma? 

Mi ha rassicurato. Ora so che ci sono giovani come me sparsi per il mondo che affrontano questioni simili, o anche peggiori, alle mie e dobbiamo lavorare tutti insieme perchè le cose migliorino. Tutti i delegati, come in una squadra, erano pronti a darsi una mano l’uno con l’altro. Se penso che eravamo perfetti estranei… E adesso siamo così uniti… Geograficamente distanti l’uno dall’altro, ci siamo ritrovati amici nell’anima. Eravamo lì per la stessa ragione, venivamo dallo stesso background culturale, condividevamo gli stessi valori.  

  

Ti ha deluso qualcosa della conferenza di Roma? 

Mi hanno infastidito gli ostacoli che abbiamo trovato nell’esprimere le nostre richieste politiche. Se ci si appassiona in una battaglia, non si vorrebbero trovare troppi ostacoli sul cammino in modo da raggiungere più velocemente l’obiettivo. Ho sempre detto che a volte dobbiamo lasciare da parte la musica e suonare col cuore.  

  

Cosa è cambiato dall'ultima conferenza che si è tenuta a dicembre a Roma? 

Niente è cambiato se non che i nostri interessi sono cresciuti così tanto da indurci a formare la commissione più numerosa di sempre. Il nostro interesse rispetto al progetto cresce continuamente. Siamo fiduciosi perchè adesso sappiamo di essere appoggiati dalla gioventù italiana che, proprio come noi, vive all’estero.  

  

Cosa ti aspetti dall'incontro di Philadelphia?  

Mi aspetto che continueremo a lavorare seguendo le stesse linee guida di Roma. Sappiamo di cosa abbiamo bisogno, ma adesso abbiamo bisogno di un piano. Come riusciremo a farci sentire? Come mostreremo alla gente che ci stiamo muovendo nella direzione giusta? Faremo i primi passi per strutturare ed organizzare la nostra commissione così che nel futuro potremo continuare a lavorare su basi stabili ed espanderci.

 
 
 

CENNI BIOGRAFICI

 

Laureato in Business Administration presso la Stillman School of Business di South Orange NJ, Anthony Marotta ha anche frequentato nel 2004 un programma di studi all’estero presso l’American University of Rome. Attualmente lavora come product manager presso la Amcor Inc. Oltre ad essere vice-presidente della commissione giovani presso il Comites del New Jersey è anche presidente dell’ Italian Student Union, Youth Chairman del settimo distretto dell’ UNICO National e membro della Joseph and Elda Coccia Institute for Italian Experience in America.

 
 

Speciale realizzato da Sara Capraro, Ottorino Cappelli, Marta Donatone, Francesca Di Folco, Simona Florio, Giovanna Landolfi, Marina Melchionda, Daniele Ministeri, Letizia Airos Soria

 

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