Society / Parlano i giovani
Society / Parlano i giovani

San Francisco, CA - "Ho in mente un’immagine di un Paese positivo, avanzato e sviluppato. Io conosco un paese fiero ed orgoglioso della propria italianità e con problemi minori che si possono affrontare e superare: non è più quindi il paese che ricordano i miei nonni. Oggi l’Italia è diversa e cresce sempre di più"
Sei cittadina italiana?
Sì, sono cittadina italiana. Sono nata qui negli Stati Uniti, a San Francisco, ma ho acquistato la cittadinanza italiana da pochissimo tempo, circa quattro o cinque mesi.
In teoria dovrei essere considerata un’italo-americana di seconda o terza generazione. Nel mio caso dipende dalla cittadinanza dei miei nonni i quali sono tutti e quattro italiani.
Che rapporto hai con l'Italia che raccontano i tuoi nonni?
Purtroppo i ricordi non sono per niente belli. I miei nonni raccontano spesso che furono costretti a lasciare l’Italia a causa della mancanza di lavoro, per la tragedia della guerra e per la disperazione in generale che c’era nel Paese in quel periodo. L’America rappresentava l’unica via d’uscita a questa serie di problemi e quindi come tanti loro connazionali dell’epoca presero questa difficile decisione, abbandonando tutto ciò che avevano in Italia per ricostruire tutto in America.
Quanto è importante per te la lingua italiana?
La lingua italiana per me è importantissima, anzi necessaria. E’ uno strumento per poter mantenere i legami con gran parte della mia famiglia. Innanzitutto è fondamentale per parlare con i miei nonni, inoltre è importantissima per comunicare anche con i miei cugini che vivono in Sicilia.
Consideri l'Italia come la tua patria?
Sono nata negli Stati Uniti. Ho frequentato la scuola in questo Paese e sento che questa è la mia terra. Ma sono patriottica in senso sociale/culturale per quanto riguarda l’Italia: conservo infatti un grande senso di appartenenza e nutro un grandissimo rispetto per quel tipo di cultura e di tradizioni anche se mi sento americana. Sono molto fiera delle mie origini.
Cosa differenzia il tuo rapporto con l’Italia rispetto a quello dei tuoi nonni?
Rispetto ai miei nonni, che sono dovuti andar via da un Paese in crisi, io ho in mente un’immagine di un'Italia molto più positiva e soprattutto molto più avanzata e sviluppata rispetto a quello che loro ricordano. Io conosco un Paese fiero ed orgoglioso della propria italianità e con minori problemi che si possono affrontare e superare: non è più quindi la terra che ricordano i miei nonni. Oggi l’Italia è diversa e cresce sempre di più.
Sì, mi interesso a ciò che accade lì. Ogni tanto leggo i giornali e ne approfitto anche per migliorare la mia conoscenza della lingua. Leggere il giornale è infatti uno dei modi più importanti per imparare una lingua. E certo, ogni tanto guardo anche i telegiornali così riesco ad apprendere più parole e più espressioni e allo stesso momento mi tengo informata sulla cronaca italiana.
I tuoi amici americani sono interessati all'Italia?
Si, i miei amici americani sono molto interessati all’Italia, mi pongono molte domande. Poi ogni volta che si mettono in viaggio per l’Italia mi chiedono sempre tanti consigli sui posti da visitare e qualche notizia anche sulla lingua. Da loro sono considerata come un’italo-americana e la cosa mi fa molto piacere perché non vedo in quel che dicono alcun tipo di pregiudizio.
Che rapporto hai con le tradizionali associazioni italiane all'estero?
Si, conosco molto bene le associazioni italiane all’estero. Infatti lavoro per il Comites di San Francisco. Mi occupo di organizzare eventi nella mia città con l’obiettivo di mantenere vive le tradizioni e la cultura italiane, cercando di preservare attraverso le nostre iniziative l’importantissima eredità culturale della comunità di San Francisco.
E' vero che i confini regionali e locali che tanto spaccano la società italiana, con le giovani generazioni si vincono solo all'estero?
Si, conosco bene il problema. E` una questione di difficile soluzione perché ogni regione ed ogni realtà locale ha culture e tradizioni diverse per cui è difficile vivere tutti insieme. La convivenza è sempre difficile, e non è facile andare d’accordo, anche quando si vive all’estero.
Come viene percepita l’Italia dall’esterno secondo te? Quali sono i suoi punti di forza e quali le debolezze sulle quali credi sia utile intervenire?
Credo che i punti forza dell’Italia siano la bellezza della terra perché offre paesaggi di tutti tipi; poi c’è certamente la moda che costituisce uno dei vanti e uno dei settori più economicamente avanzati del Paese; poi c’è il cibo con cui nessuno può competere; infine direi anche la creatività che caratterizza gli italiani sia sul lavoro che nel vivere quotidiano. Il punto debole è invece un’immagine spesso confusa e di caos che si offre al mondo e che una persona che non conosce questo tipo di realtà potrebbe giudicare male.
Come pensi che siano visti gli italiani all’estero in Italia?
Credo che gli italiani siano visti prevalentemente come degli emigrati che hanno lasciato tutto ciò che avevano e i loro affetti per costruire una nuova vita in un altro Paese. Credo sia stata una scelta certamente non facile, sicuramente da ammirare e credo che tutti considerino gli italiani come gente molto coraggiosa perché in generale non è semplice abbandonare la propria casa. Se poi consideriamo che gli italiani hanno un legame molto forte con la famiglia allora si capisce quanto sofferta e terribile sia stata la loro scelta.
Come hai reagito alla polemica aperta da “Libero” nel corso della Conferenza a Roma? – Mi riferisco all’articolo del noto quotidiano italiano che parlatava di “Gita per raccomandati”. Come rispondi a queste critiche?
Preferisco non rispondere. Perchè dovrei rispondere a qualcuno che non è informato su quello che dice? E’ inutile parlare di qualcosa con qualcuno che non sa di cosa sta parlando.
La conferenza di Roma mi ha dato la possibilità di espandere il mio network di amicizie, riuscendo a mettermi in contatto con tante persone e giovani italo-americani che come me si propongono di presentare al mondo un’immagine positiva dell’Italia e degli italiani.
A Philadelphia spero di incontrare altre persone per continuare in questa direzione. Spero che riusciremo a lavorare bene insieme, usando la nostra energia e la nostra creatività per dare alla nostra comunità un’ottima immagine degli italiani all’estero e degli italo-americani, troppo spesso vittime di pregiudizi.
CENNI BIOGRAFICI
Elena Gurnina è nata a San Francisco ed è laureata in Lingua e Letteratura Italiana al Boston College. Il suo primo lavoro l’ha portata in Svizzera e in Italia lavorando anche per le forze NATO. Dopo essere tornata a San Francisco per lavorare nell’azienda di famiglia che produce cornici, è entrata a far parte del consiglio direttivo del gruppo "Evviva!" del Museo ItaloAmericano, del FIERI - un’associazione che riunisce gli italiani tra i 18 e i 39 anni - e dell'Alumnae Board dell’Hamlin School. Dopo essersi dimessa dai tre consigli direttivi ha dedicato molto tempo all’insegnamento dell’italiano e alle lezioni di cucina ai bambini del Primo Programma. Infine ha iniziato a lavorare con Giovane Com.it.es di San Francisco dove ha preso parte alle tre riunioni indette fino a questo momento. Si occupa di organizzare eventi per conto di Giovane Com.it.es nella comunità italiana di San Francisco, cercando di conservare il ricco patrimonio culturale della comunità italiana.
Speciale realizzato da Sara Capraro, Ottorino Cappelli, Marta Donatone, Francesca Di Folco, Simona Florio, Giovanna Landolfi, Marina Melchionda, Daniele Ministeri, Letizia Airos Soria
Insediamento Business a San Francisco
Ciao a tutti. Io sono Marketing manager in eBizzers Ltd, Software House che orienta il proprio business al mondo del Cloud Computing, ovvero produciamo software e li distribuiamo sotto forma di licenze periodiche a pagamento che ne permettono l utilizzo in maniera veloce ed immediata, eliminando il problema dell installazione avvicinandoci anche ad un pubblico non pratico di web. insomma, con i nostri servizi online chiunque in 5 minuti puo fare business online scegliendo questo o quell altro servizio. La nostra company è inglese, ma vogliamo insediare quanto prima il nostro business in Usa, e San Francisco è ovviamente la nostra meta ideale. Abbiamo pero bisogno di conoscere qualcuno che possa darci una mano nelle prime fasi critiche di questa operazione. Abbiamo la possibilità, senza particolari problemi, di aprire una filiale LLC della nostra company in pochi giorni, quindi iniziare il percorso di acquisizione dei Visti da investitori o roba simile. Quello di cui abbiamo bisogno è trovare una persona o un professionista che ci possa supportare nell'acquisizione dei visti necessari, che ci auti a trovare una sistemazione anche piccolina per iniziare, e aprire con lui anche una collaborazione lavorativa a livello commerciale e marketing (anche a lungo termine) per trattare direttamente con partner, clienti, ecc, da inquadrare in azienda (o da profesionista esterno) come Sales Manager. In USA vorremmo insediare la sede legale ed amministrativa, l ufficio ricerca e sviluppo, l'area marketing e vendte, mentre la produzione software la vogliamo mantenere a Londra almeno per un determinato periodo. C'è qualcuno che ha un imput per noi? Quacuno che abbia una pedina da muovere sulla scacchiera per iniziare una partita molto interessante? Attendiamo se potete darci una mano, i vostri commenti e le vostre idee. Vi ringraziamo tanto in anticipo.
Andrea B. - Marketing Manager eBizzers Ltd 16, Burns Way, Hounslow (London) United Kingdom www.ebizzers.net andrea@ebizzers.net