Sign in | Log in

Society / Parlano i giovani

Francesco Traina. In America per professione

(March 12, 2009)

Miami, FL - "Il mio rapporto con gli States è semplicemente professionale: questa terra mi sta dando la possibilità di crearmi una posizione finanziaria confortevole con le mie forze. Nella mia anima, nella testa e nel cuore mi sento italiano "

Tools

Quali sono le motivazioni che ti hanno spinto a lasciare l'Italia? 

Sono un cittadino italiano, ma vivo negli USA da 14 anni. Mi sono trasferito qundo avevo 18 anni con mia mamma e mia sorella. L’obiettivo era quello di ottenere una migliore preparazione scolastica e professionale. Sicuramente qui si può sperare in un futuro migliore rispetto a  quello che un paesino italiano, e in particolar modo sicialino, poteva offrire a me e alla mia famiglia. Credo che all’estero ci siano maggiori possibilità di realizzazione per noi giovani. In Italia il tasso di disoccupazione dei neo laureati, e in generale dei giovani fra i 18 e i 35 anni, è decisamente troppo alto.
  
Che rapporto hai con l'Italia? Torni spesso nel tuo Paese di origine?

La mia famiglia, a parte mia mamma e mia sorella, vive in Sicilia e questo mi spinge a tornare non appena posso. Durante gli anni all'universita' nel New Jersey riuscivo a partire ogni estate. Da quando ho iniziato a lavorare, però, sono riuscito ad andarci soltanto una volta negli ultimi cinque anni. Sono comunque molto legato all’Italia e soprattutto alla Sicilia. Questa è la mia regione di appartenenza e e credo che, come tale, definisca maggiormente una persona: cultura, tradizioni, dialetti.


Consideri l'Italia la tua patria? Se si, in che modo?

 Sono e mi sento italiano a tutti gli effetti. Il mio rapporto con gli States è semplicemente professionale: questa terra mi sta dando la possibilità di crearmi una posizione finanziaria confortevole con le mie forze. Non è poco, ma non è abbastanza per sentirmi americano. Nella mia anima, nella testa e nel cuore mi sento italiano perchè è il posto dove sono nato e cresciuto.  

 

Quali sono le tematiche più importanti che vanno affrontate per seguire gli interessi dei giovani italiani all'estero?

Secondo me le tematiche individuate dal Ministero degli Affari Esteri, e di cui abbiamo parlato lungamente alla Conferenza di Roma, sono quelle più importanti. Si possono suddividere in Cinque gruppi: rappresentanza e partecipazione; mondo del lavoro; lingua e cultura; identita' e multiculturalismo; infomazione e comunicazione. 

 

Come ti informi sull'Italia? Leggi costantemente i giornali?

Prendo le informazioni on line: leggo spesso il sito de “La Repubblica” e guardo I telegiornali su internet almeno due volte la settimana. Mi piacerebbe essere maggiormente informato sulle aziende italiane che cercano lavoratori all’estero. Nessun telegiornale o giornale fornisce questo tipo di servizio.

Sei identifcato come un italiano dai tuoi amici? 

Si, Tutti qui mi considerano un vero e proprio italiano. Gli americani amano l’Italia. Siamo apprezzati per la nostra storia, le nostre tradizioni e soprattutto per la cultura. Per me è davvero un piacere essere considerato un italiano, anche perchè la considero una marcia in più. 
  
Che rapporto hai con le tradizionali associazioni italiane all'estero. Le conosci?

Sono chiaramente molto coinvolto dalle iniziative che riguardano la comunità italiana qui in America. Apprezzo tutto quello che si riesce a fare con scarse risorse! Le rifome annunciate durante la Conferenza Giovani a Roma, e che si realizzeranno entro il 2010, sono assolutamente necessarie.     

Come pensi che siano visti in Italia gli italiani all’estero?

Vivo negli USA da molto tempo, dunque non lo so. Mi auguro, però, che gli italiani capiscano l'importanza strategica che abbiamo e il valore economico che rappresentiamo. Senza contare che sollecitiamo constantemente il modo di vedere l'Italia nel mondo. 

 

Come hai reagito alla polemica aperta da gioranel Libero nel corso della Conferenza a Roma? Mi riferisco alla critica del noto quotidiano italiano che ha parlato di “Gita per raccomandati”. Come rispondi?

Questa è l'Italia, complimenti! Neanche siamo arrivati, e siamo già stati stereotipati solo a causa di qualche mela marcia. 
  
Vorresti essere supportato maggiormente dalle istituzioni pubbliche italiane? O preferisci mantenere autonomia?

Vediamo che tipo di riforme verranno proposte alla Conferenza Giovani, per esempio, e poi si vedrà. Devo dire comunque che non ho mai trovato difficoltà a rintracciare istituzioni italiane in America. Mi hanno sempre fornito tutte le informazioni di cui avevo bisogno.

  

Credi si faccia abbastanza per promuovere la costruzione di una nuova comunità italiana nel mondo?

Assolutamente no. Anzi, credo che si faccia il minimo indispensabile. Confido molto nell’impegno di noi giovani.

  

Cosa ti ha dato la conferenza di Roma?

È stata un'esperienza indimenticabile. Sicuramente una di quelle che raccontarò ai miei figli. Ho stretto amicizia con molti dei ragazzi presenti e ho saldato quelle che già avevo. Mi ha lasciato la speranza di creare un rapporto più vivo con le istituzioni. È stato poi bellissimo vedere molti giovani che vivono in tutto il mondo così legati al nostro Paese. Devo dire sinceramente che non mi ha deluso niente della Conferenza: è stata ben gestita e ben organizzata.

 
Cosa è cambiato dall'ultima conferenza che si è tenuta a dicembre a Roma?

Finora non è cambiato assolutamente nulla. Pianificheremo meglio tutti i nostri progetti durante la Conferenza di Philadelphia. 


Cosa ti aspetti dall'incontro di Philadelphia?

Di continuare il cammino iniziato a Roma. Le proposte dovranno diventare progetti veri e propri. A Philadelphia costruiremo un programma dettagliato per l’anno 2009 in cui saranno esposte tutte le tappe per raggiunmgere I nostril obiettivi.

 
 
CENNI BIOGRAFICI

Francesco Traina è nato ad Agrigento. Il suo percorso di studi vede dapprima un diploma in Ragioneria, conseguito presso la medesima città di nascita, e poi la laurea in Economia e Finanza presso la Kean University del New Jersey, nel 2001. Ha lavorato come Consulente Finanziario e Final Advisor per la Morgan Stanley, e nel frattempo ha fondato il Young Italian Professionals Club in Palm Beach per giovani professionisti italiani e Italo-americani.

È Presidente della Commissione Giovani, Comites Miami e membro di 3 associazioni italiane in Florida: Il Circolo of Palm Beach, The Italian American Civic League of Fort Lauderdale, La Trinacria Sicilian-American cultural society.

 
Speciale realizzato da Sara Capraro, Ottorino Cappelli, Marta Donatone, Francesca Di Folco, Simona Florio, Giovanna Landolfi, Marina Melchionda, Daniele Ministeri, Letizia Airos Soria

 

reply this topic

That's good that people are able to take the loan moreover, this opens new chances.

reply this topic

Specialists say that business loans aid people to live the way they want, just because they are able to feel free to buy needed stuff. Furthermore, some banks offer auto loan for different persons.