Sign in | Log in

Society / Parlano i giovani

Francesco Tuzzolino. L'Italia tra cultura e tradizione

(March 12, 2009)

Houston, TX - "Il maggior collante che unisce noi italiani è il fatto di avere la stessa cultura. Mi piace molto incontrare qui in America i miei amici italiani e parlare con loro del nostro cinema: Troisi, Pieraccioni, Benigni; o della nostra cucina"

Tools

Sei cittadino italiano?
Si. Sono nato e vissuto a Palermo. Dopo essermi laureato in Economia, ho deciso di trasferirmi all’estero per avere più opportunità professionali. Fatte diverse esperienze, ora lavoro a Houston in Texas.

  

Quanto è importante per te la lingua italiana?
La lingua italiana per me è fondamentale. Fa parte della mia cultura e in qualche modo la rappresenta. Soprattutto noi, giovani italiani che viviamo e lavoriamo all’estero, abbiamo il compito di non dimenticarla. Ed è per questo che quando ci sono eventi come la Conferenza di Roma o di Philadelphia credo sia preferibile parlare in italiano.

  

Consideri l'Italia la tua patria? 
L'Italia, con tutte le sue contraddizioni e i suoi problemi, è e sarà sempre la mia patria. È la mia cultura e, dunque, il mio modo di essere e di affrontare la vita. Anche il mio modo di scherzare è tipicamente italiano! Io sono stato capace di dire basta con quella realtà. Non mi soddisfava più e ho deciso di lasciarla. Nel mio Paese ci sono poche possibilità per noi giovani e io volevo di più, ma questo non mi impedisce di considerare l’Italia la mia patria.
 
Che significa per te la tua regione di appartenenza?
Sono siciliano. Sono legato alla mia terra di appartenenza ed è per questo che ogni volta che posso ritorno in Sicilia. Almeno una volta all’anno. Qui ci sono le mie origini. E poi ho vissuto a Palermo per molto tempo. Ho molti amici, oltre che la mia famiglia.  

 

Credi che all'estero ci siano maggiori possibilità di realizzazione per i giovani?
In base alla mia esperienza posso dire con certezza che all’estero le possibilità si moltiplicano. Il lavoro qui non manca. Inoltre vivere all’estero è anche divertente: si incontrano molte persone, c’è un forte confronto culturale.

 

Quali sono le tematiche più importanti da affrontare per seguire gli interessi dei giovani italiani all'estero?
È importante mantenere viva la cultura italiana. E con essa le origini, la storia e i valori del nostro Paese. Bisognerebbe far conoscere il più possibile la nostra terra perchè è davvero incantevole. Gli emigrati spesso fanno l’errore di tagliare quel cordone ombelicale che li lega al proprio Paese. È soprattutto per gli italo-americani nati qui negli States che diventa importante conoscere ed esplorare i valori e le tradizioni della propria famiglia.


Come ti informi sull'Italia? Leggi costantemente i giornali?

  Mi informo quotidianamente on line dove riesco a trovare tutte le informazioni che desidero avere. Leggo sempre anche la stampa internazionale. Inoltre credo di essere uno dei pochi italo-americani ad avere informazioni sull’Italia dal blog di Beppe Grillo. Mi considero sufficientemente informato su quello che accade nel mio Paese di origine. Credo che sia fondamentale ed è per questo che ho manifestato l’intenzione di creare una piazza virtuale capace di informare i giovani emigrati sull’Italia e su tutto ciò che li potrebbe riguardare, ad esempio il visto, la cittadinanza o gli eventi culturali che riguardano l’Italia.

 
I tuoi amici americani sono interessati all'Italia?
 Si. L'Italia ha il suo fascino e riscuote sempre un discreto successo. Io vivo in Texas e qui ci sono veramente pochi italiani. Probabilmente è per questo motivo che la gente è particolarmente incuriosita. Spesso mi capita di chiacchierare con gli amici proprio delle mie origini. Devo ammettere che mi fa piacere vedere questo interesse da parte di giovani che hanno sempre vissuto qui negli USA.

 

È vero che i confini regionali e locali che tanto spaccano la società italiana con le giovani generazioni si vincono solo all'estero? Sai cosa vuol dire glocal?

 Per me il termine glocal non ha valore all'estero. Siamo semplicemente italiani. Certo, con le nostre differenze dovute alle diverse tradizioni regionali, ma tutti italiani. Ho rapporti con diverse associazioni di italiani che operano qui in America e questo mi permette di confrontarmi con giovani provenienti da tutta l’Italia. Siamo diversi, ma tifiamo tutti Italia!

 

 Qual è il collante che unisce i giovani italiani all'estero?
 Sicuramente il fatto che siamo in pochi ci unisce. Il maggior collante, però, è il fatto di avere la stessa cultura. Mi piace molto incontrare qui in America i miei amici italiani e parlare con loro del nostro cinema: Troisi, Pieraccioni, Benigni; o della nostra cucina.

 
Come viene percepita l’Italia dall’estero, quali sono i suoi punti di forza e quali le debolezze sulle quali credi sia utile intervenire?
 Trovo che l’immagine dell’Italia all’estero sia molto standardizzata. Noi non siamo solo Dante e Sopranos... Bisognerebbe diffondere in modo più incisivo la nostra cultura e in questo siamo piuttosto dispersivi. Credo che noi emigrati abbiamo un ruolo fondamentale per rinnovare l’immagine del nostro Paese.
 
Come pensi che siano visti gli italiani all’estero in Italia?
Non è una scelta semplice quella di trasferirsi all’estero. Siamo fortunati perchè abbiamo un lavoro e perchè siamo integrati. Siamo stati coraggiosi per aver lasciato il nostro paese e, dunque, anche la nostra cultura. In fondo, almeno per me, è stata una scelta obbligata: volevo un futuro migliore che in Italia non mi è stato concesso. 


Hai avuto difficoltà a trovare istituzioni italiane all'estero che ti potessero dare tutte le informazioni di cui avevi bisogno?
Non ci sono istituzioni capaci di fornire un reale e valido aiuto per gli immigrati italiani. Io, per esempio, ho dovuto fare tutto da solo. Fortunatamente ho potuto contare sui miei amici. Loro, prima di me, hanno dovuto superare le difficoltà che tutti gli immigrati italiani devono affrontare. Si incontrano mille ostacoli per reperire informazioni utili.


Cosa ti ha dato la conferenza di Roma?
Idee e sogni. È stato un incontro volto ad aiutare i tanti giovani che come me hanno deciso di cambiare vita e di emigrare per cercare fortuna. Trovo che questi meeting siano un valido aiuto perchè permettono un confronto tra i giovani che si trovano a vivere le stesse esperienze. Abbiamo gli stessi obiettivi e vogliamo muoverci insieme per facilitare la vita ai giovani italiani immigrati attraverso una maggiore informazione.

 
Cosa è cambiato dall'ultima conferenza che si è tenuta a dicembre a Roma?
È cambiato il modo di gestire e fare comunicazione. Si è parlato della necessità di fornire informazioni dettagliate e di creare un sito dedicato ai giovani e gestito da loro. E da questo incontro di Philadelphia mi aspetto di avere delle linee guida per sviluppare qualcosa di più concreto.
 
 
CENNI BIOGRAFICI

Nato e vissuto a Palermo, Francesco Tuzzolini ha partecipato al progetto Erasmus e al progetto Leonardo tramite l’Università degli Studi di Palermo. Si è 'lLaureato in Economia nel 2004/5. Consulente commerciale nell’area business plan per le piccole imprese presso uno studio a Palermo. Ha fatto uno stage presso il Consolato di Houston. Oggi opera nel settore vendite presso la MSC a Houston, in Texas.

 

Speciale realizzato da Sara Capraro, Ottorino Cappelli, Marta Donatone, Francesca Di Folco, Simona Florio, Giovanna Landolfi, Marina Melchionda, Daniele Ministeri, Letizia Airos Soria