Society / Parlano i giovani
Society / Parlano i giovani

Abbiamo chiesto alla vice presidente del CGIE, Silvana Mangione, il suo punto di vista sulla “Conferenza dei giovani italiani nel mondo” che si è svolta a Roma lo scorso dicembre e riflettuto con lei sui suoi prossimi sviluppi con particolare riferimento alla realtà americana e alla "Prima Post-Conferenza di Roma a Philadelphia”.
Come valuta, a mesi di distanza, la Conferenza dei giovani italiani nel mondo? Quali sono stati i suoi maggiori pregi? I difetti?
Il maggiore pregio sta proprio nella sua realizzazione. C’era stato un primo “Convegno” intitolato: «Le nuove generazioni: tendenze, aspettative, richiami, opportunità», tenuto a Campobasso il 9 e 10 dicembre 2000, in occasione della Prima Conferenza degli Italiani nel Mondo. Il documento finale di quell’incontro sembra molto più pilotato dall’esterno di qualcuno degli ottimi documenti scaturiti dalla Prima Conferenza dei Giovani Italiani nel Mondo del 2008. L’iniziativa del 2000 sarebbe rimasta lettera morta se il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero non avesse – testardamente, coerentemente e con la rinuncia a due sue Assemblee plenarie – finanziato le pre-conferenze dei giovani nei loro paesi di residenza nel 2007 e 2008. Questo con buona pace di coloro che vogliono abolire il CGIE e non hanno capito che percorsi di crescita di questo genere hanno bisogno di un momento di sintesi, che non può essere rappresentato né dai Com.It.Es. né dai parlamentari eletti all’estero, sempre che questi ultimi sopravvivano alle riforme istituzionali. Pregi di Roma: gli splendidi documenti delle Commissioni “Identità italiana e Multiculturalismo” e “Lingua e cultura”, subito modificato dai ragazzi in “Lingua è cultura”, insieme alle preziose indicazioni della Commissione “Informazione e Comunicazione”. Secondo me, ma certamente mi sbaglio, hanno minore respiro lungimirante i risultati dei lavori delle Commissioni “Il mondo del lavoro e il lavoro nel mondo” e “Rappresentanza e Partecipazione”, ridotti in buona parte alla lista della spesa delle richieste. Pregi: l’aver portato insieme centinaia di ragazzi che si sono immediatamente capiti, al di là delle barriere della lingua e dell’esperienza di vita, tirando fuori i loro laptop, confrontandosi, allacciando amicizie che non potranno che aumentare di numero e di peso. Pregi: la magica mattina di avvio della Conferenza con gli interventi del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, dei due presidenti di Camera e Senato, Fini e Schifano, e del Ministro degli Esteri Frattini in rappresentanza del Governo. Difetti: troppo poco tempo per i lavori in Commissione e in Plenaria, un’eccessiva passerella paternalistica di nomi altisonanti e personaggi politici, che nella maggior parte sono venuti, hanno parlato e se ne sono andati senza ascoltare i giovani. Pessimo il lavoro dell’agenzia di viaggio scelta per emettere i biglietti per tutti i provenienti dall’estero. Basta citare il caso di una nostra delegata, che ha atteso invano il biglietto fino a tre ore dalla partenza ed è potuta venire soltanto perché un intelligente Console Generale lo ha acquistato pagando di tasca sua. Male: il tentativo, immediatamente frustrato dai giovani stessi, di far pilotare Commissioni e Documenti finali dagli interessati “romani” ad esiti a loro utili o favorevoli.
Cosa si è fatto da allora? Sia da Roma che dall'estero? Cosa si dovrà fare ancora?
Da Roma, al di fuori del CGIE, sinceramente non so. Dal canto suo il CGIE, insieme ai Com.It.Es., ha cercato di far partecipare alle riunioni delle Commissioni Continentali una rappresentanza dei giovani. Dovremo, con estrema attenzione, delicatezza e rispetto della loro assoluta indipendenza, raccogliere i loro suggerimenti e creare le condizioni affinché le loro esigenze siano riconosciute e i loro progetti si concretizzino al più presto e il più facilmente possibile.
Cosa pensa dell'iniziativa dei giovani che si incontrano ora a Philadelphia? Cosa apprezza? Quali sono i rischi che consiglia di evitare?
Sono orgogliosissima della Prima Post-Conferenza di Roma/ Prima riunione della Commissione Giovani degli USA, organizzata interamente ed esclusivamente dalle ragazze e dai ragazzi, finanziata da loro stessi e, in parte, da alcuni Com.It.Es. degli USA, come sempre i più sensibili al lavoro comune e meno inclini a contrastare per principio tutto quanto è promosso e sostenuto dal CGIE. Il programma dei lavori che hanno deciso è serio. È bene che si diano una struttura interna, che costruiscano momenti per approfondire e portare avanti i temi affrontati a Roma. L’unico rischio che mi preoccupa è che cadano vittime delle sirene di questo o quello spazio di partito e riproducano al proprio interno i conflitti di “correnti”, “contro-correnti”, “associazioni”, “contro-associazioni”, “presidenzialismi” e “clientelismi” pericolosissimi, per non dire mortali, nei confronti di qualunque solida proiezione nel futuro. I nostri giovani hanno compreso che la chiave per un’azione lungimirante e continua sta nell’inclusione di quanti più loro “contemporanei” possibile. Rifuggano dunque dalla creazione di qualsiasi tipo di “casta” degli “unti dal signore” o dalla teatralità di comportamenti utili soltanto ai “protagonisti ad ogni costo”.
Nel rispetto della rispettiva autonomia, e dal punto di vista del suo ruolo istituzionale, come pensa che la crescita di realtà e organismi di rappresentanza e coordinamento dei giovani italiani in USA debba o possa essere aiutata?
Attendo con ansia di sapere quale tipo di appoggio i giovani avranno intenzione di chiederci. È ovvio che personalmente sono a loro assoluta disposizione e con me tutti i Consiglieri del CGIE eletti negli USA. Ecco perché la Conferenza di Philadelphia riveste priorità assoluta ed i suoi risultati saranno presentati alla prossima Commissione Continentale dei Paesi Anglofoni Extraeuropei, che presiederò a Brisbane in Australia dal 19 al 21 marzo prossimi. Lo stesso Sottosegretario agli Esteri, Sen. Alfredo Mantica, ha dichiarato al Comitato di Presidenza del CGIE che alcune intuizioni dei giovani anglofoni hanno spalancato una nuova visione di temi difficili come l’identità italiana ed il suo mantenimento. Io stessa, alla Conferenza sull’insegnamento delle lingue straniere, alla Central Connecticut State University, ho basato la mia presentazione sulle loro idee in materia di identità, italianità, appartenenza, lingua e cultura.
Quanto è importante, secondo lei, Internet come strumento per tenere in collegamento queste esperienze e farle crescere?
Credo che internet, in tutte le sue sfaccettature e con tutti gli strumenti che i giovani usano con assoluta semplicità, sia la chiave per lo sviluppo di questo movimento allargato dei giovani verso un futuro creativo, pieno di lucidità intellettuale e di sincero amore per l’Italia e per le origini italiane, comunque dilatate nel tempo, di tutti loro. A loro tutto il mio affetto, il mio augurio e la mia totale disponibilità.