Society / Parlano i giovani
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La "Post Conferenza dei Giovani italiani nel mondo" di Philadelphia, successiva all'appuntamento di Roma dello scorso dicembre, ha visto riunirsi 33 giovani di origine italiana residenti negli USA con l'obiettivo di coordinare a livello locale le attività delle diverse Commissioni Giovani presenti nel Paese. Ecco il risultato di tre giorni di intenso lavoro
In trentatrè a Philadelphia, per discutere, progettare, costruire. Li abbiamo visti lavorare, confrontarsi. Nell'aria, prima di tutto, una parola d'ordine: concretezza.
Sono stati tre giorni pieni di lavoro, quelli della Commissione Giovani Usa, con ragazze e ragazzi provenienti da undici circoscrizioni sparse sul territorio americano. Proviamo a riassumere il loro lavoro ma invitiamo, per maggiori informazioni, ad inviare una email a commissione_giovani_usa@yahoo.com
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Chiamato da loro "Post Conferenza dei Giovani italiani nel mondo" quello di Philadelphia è stato il primo incontro, dopo l'appuntamento di Roma dello scorso dicembre, che ha visto riunirsi quattrocento giovani di origine italiana provenienti da tutto il mondo.
| I Capigruppo |
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| Graziano Casale |
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| Maria Luisa Bello |
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| Francesco Tuzzolino |
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| Ilaria Costa |
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| Francesco Traina |
Abbiamo assistito ad un dibattito acceso, estremamente vivo e costruttivo. Sono partiti proprio dal lavoro svolto a Roma per estrapolare ed elaborare, da quanto redatto lì a livello mondiale, i punti più vicini e consoni alla realtà americana. Alex Chiaro, ha aperto la conferenza; Maria Luisa Bello, ha moderato il dibattito.
Tra gli obiettivi che si sono proposti di raggiungere, prima di tutto l'esigenza di creare una struttura nazionale che coordini e renda operative a livello locale le differenti Commissioni Giovani. Si è così deciso di adottare il "management model". Ogni CG locale avrà due membri nel National Board, per un totale di ventidue persone, queste eleggeranno un Executive Board al proprio interno.
Partendo poi da una analisi a livello locale, è stata evidenziata una carenza: la mancanza di supporto da parte del Comites di Chicago per la commissione giovani dell'area.
Dopo aver preso decisioni strutturali di questo tipo i partecipanti si sono organizzati e divisi in cinque gruppi tematici.
Ogni gruppo ha una deadline. Per esempio, per quanto riguarda l'area lavoro, i partecipanti si sono proposti dei task: l'analisi dei diversi modelli per un italiano che vuole studiare in America e per gli americani che studiano in Italia; la realizzazione di un database professionale, dove verranno convogliate tutte le informazioni dei giovani che fanno parte del progetto.
Questi i gruppi ed in breve, i punti affrontati.
"Lingua è Cultura". Con Ilaria Costa capogruppo. E' stata stilata una proposta da allegare al documento finale della "Commissione Lingua e Cultura" presentato a Roma il 12 dicembre, in occasione della Prima Conferenza dei Giovani Italiani nel Mondo per rappresentare le specificità statunitensi. Importanti da questo punto di vista alcune decisioni tra cui: la rettifica del titolo. Da "Lingua e cultura" a "Lingua è Cultura" per sottolineare il nesso simbiotico esistente tra la lingua e la cultura. Evidenziata anche la necessità per i docenti di lingua italiana negli Stati Uniti di un sostegno maggiore per quanto riguarda la loro formazione e aggiornamento professionale. Altri bisogni importanti rilevati dal gruppo sono: finanziamenti per "CBI-Content Base Instruction" e per i progetti significativi che hanno come obiettivo primario quello di avvicinare gli studenti alla lingua italiana anche al di fuori del contesto prettamente scolastico.
"Identita' e Multiculturalismo". Con capogruppo, Maria Luisa Bello. Il principale obiettivo su cui si è concentrati è stato quello di pubblicizzare la Commissione Giovani e una immagine positiva degli italiani in Usa. Importantissimo quindi il website della Commissione Giovani (da creare) con aggiornamenti locali e nazionali, attività, eventi, foto e video. Rilevata poi la necessità di concretizzare un network per associazioni sociali e culturali italiane.
"Informazione e Comunicazione". Con Francesco Tuzzolino capogruppo. Necessitano, secondo il gruppo, prima di tutto un website ufficiale, una newsletter e un logo. La prima newsletter è prevista per il primo maggio. Importantissimo poi lavorare sui cosidetti social Network (Facebook, Meet up ed altri websites) per informare ed allargare i partecipanti.
"Mondo del Lavoro e Lavoro nel Mondo". Graziano Casale, capogruppo. Obiettivo da raggiungere è quello di facilitare l'integrazione di italiani nelle tessuto americano e quella italo-americana nel sistema universitario in Italia. Occorre adoperarsi quindi per il riconoscimento dei titoli di studio, per informare sul rilascio dei visti e per creare un un database professionale con risorse italiane e italoamericane.
"Rappresentanza e Partecipazione". Con Francesco Traina capogruppo. Sono state redatte due lettere, una per sollecitare il Com.It.Es. di Chicago (vedi sopra) e una rivolta al inter Com.It.Es per chiedere l'inserimento dei giovani nelle riunioni Inter Com.It.Es.
Presenti e attenti osservatori, nell'arco delle tre giornate, sono stati il console generale di Philadelphia Luigi Scotto, che ha rivolto un saluto all'apertura dei lavori; Amato Berardi, deputato al Parlamento italiano, Enzo Centofanti, consigliere del Cgie; Salvatore Ferrigno, presidente del Com.It.Es di Filadelfia, Luigi Nestico, consigliere del Cgie, e Silvana Mangione, vice segretario del Cgie.
Tutti non hanno mancato di dare consigli, ma i veri protagonisti sono stati i giovani. "Sono persone con cui abbiamo non solo anni di differenza a livello anagrafico, ma spesso anche differente background culturale. La volontà di un rapporto con chi c'è stato prima di noi continua ad esserci, ma è fondamentale saper filtrare quelli che sono i suggerimenti", ci ha detto Graziano Casale. Nelle sue parole l'atteggiamento di molti giovani, aperto ma determinato nel passaggio generazionale. Un passaggio che si comincia finalmente a vedere e alcune caratteristiche a noi piacciono subito. Tra queste l'esigenza di concretezza palese in diversi momenti dei lavori e l'eterogeneità delle storie personali dei partecipanti.
In questi giorni sono parsi tutti pronti, disponbili ad un confronto aperto e costruttivo. Alcuni di loro italiani da poco negli Usa, altri italoamericani di terza generazione, altri addirittura senza la cittadinanza italiana, ma italiani per desiderio.
Insieme per lavorare sul loro rapporto con l'Italia e proporre per trovare una sintesi costruttiva, nonostante storie, provenienze e idée diverse.
(Pubblicato su America Oggi il 24 marzo 2009)