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New York, divinamente New York. Intervista a Pamela Villoresi

Flavia Bagni (February 23, 2009)

Attori, musicisti e performer scelgono di mettersi a nudo e raccontare il proprio rapporto con Dio e la spiritualità. E' questa la sfida del Festival Divinamente New York, inaugurato venerdì scorso all'Istituto Italiano di Cultura. Direzione artistica di Pamela Villoresi.

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  Sacro e profano, arte e spiritualità. Con più di trenta attori, musicisti, performer che scelgono di mettersi a nudo. Gettare la maschera, per raccontare il proprio rapporto con Dio e la spiritualità.

E' questa la sfida del Festival Divinamente New York (sottotitolo: International Festival of Spirituality), inaugurato venerdì scorso all'Istituto Italiano di Cultura, con la direzione artistica dell'attrice italiana Pamela Villoresi.

 
Sei serate con protagonisti importanti del panorama artistico italiano e non solo (Moni Ovadia, Yungchen Lhamo, David Sebasti, Antonella Ruggero, Maurizio Camardi e la stessa Pamela Villoresi tra gli altri); sei serate ognuna in una cornice diversa e carica di significato: dalla sede dell’Asian Society, al Centro Primo Levi, alla chiesa sconsacrata che oggi ospita l’ Angel Orensanz Foundation. La città di New York a fare da sfondo.
 
“Il palcoscenico può essere una fucina di pace”, ci racconta la Villoresi. La incontriamo poco prima della cerimonia di apertura. Elegantissima in un vestito panna e avvolta in una lunga sciarpa rossa. E’ emozionata e orgogliosa mentre ci parla di una creatura che sente un po’ come sua.
Pamela Villoresi
“Il festival ha avuto il suo debutto nel 2008 a Roma. E’ stato un successo enorme e in un certo senso inaspettato” – ci dice. Grande affluenza di pubblico per una manifestazione che sulla carta si presentava impegnativa.
Dopo dieci mesi di ostinato lavoro sono riusciti a approdare a New York con una versione adattata alla realtà americana. “L’idea che sta dietro a questo Festival Internazionale è la volontà di incoraggiare sinergie e collaborazioni artistiche che possano dare voce a rappresentazioni estetiche personali”.Mentre Roma ha dato l’inizio alle danze, New York rappresenta un po’ la prova del nove per una rassegna che nelle intenzioni dei suoi organizzatori deve essere itinerante e replicabile in diverse parti del mondo.
 
Arte, spiritualità, intersezione. Queste le parole chiave per comprendere il significato di questa manifestazione. “L’obiettivo è quello di indagare le connessioni fra arte e spiritualità”, racconta ancora la direttrice; “Perché l’arte può essere un’oasi e un momento di riflessione, può aiutare a far dialogare tra loro religioni, esperienze e visioni diverse del mondo”. In questa chiave l’arte riprende la sua più ancestrale funzione ermeneutica e diventa possibile punto di incontro e confronto fra mondi che appaiono lontanissimi, via per allargare orizzonti e cambiare prospettiva.
 
“Cerchiamo di proporre degli spettacoli che nascano da una comunione di intenti e sensibilità e sappiano parlare direttamente al cuore di pubblici vasti e diversi”. Ogni produzione proposta avrà dunque una base italiana (testo o composizione musicale o danzatori o interpreti) che si realizza però con la collaborazione di artisti di tutto il mondo.
 

Moni Ovadia

 

Anche la serata inaugurale ha rispecchiato questo clima di forte commistione, con un reading a tema di Pamela Villoresi e David Sebasti tratto da “Il Cantico di Terra” con accompagnamento al sax di Maurizio Camardi, la suggestiva performance della cantante tibetana Yungchen Lhamo, e la proiezione all’esterno dell’edificio della “Natività”, rappresentazione in 3D della “nascita” a cura dell’ Accademia Perduta - Romagna Teatri.
 
A aprile il Festival Internazionale sulla Spiritualità tornerà a Roma, mentre a maggio è prevista una data a Tel Aviv. Per l’anno prossimo destinazioni da definire, ma in ballo ci sono Gerusalemme, Monaco, il Quatar, e poi ancora Roma e New York.  
 
 
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CALENDARIO
 
Saturday - February 21st 
7 p. m. PRE-CONCERT LECTURE
Held by Professor Giacomella Orofino
(Tibetan Literature, Oriental University of Naples)
WOMEN AND SPIRITUALITY
The Sacred Songs of Mah cig Lab dron
8 p. m. CONCERT
SACRED SOUNDS OF TIBET: YUNGCHEN IHAMO 
 
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Sunday - February 22nd
3 p. m. ROUND TABLE
THE VOICE OF SPIRITUALITY
Participants include:
Pamela Villoresi, Italian actress/director
Yungchen Lhamo, Tibetan singer,
Professor Giacomella Orofino
(Tibetan Literature, Oriental University, Naples)
 
Asia Society
725 Park Avenue New York, NY 10021
www.asiasociety.org
 
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Monday - February 23rd
7:30 p. m. THE PRIEST AND THE CLOWN  (il Curato e il Pagliaccio)
by Sandro Gindro
Adaptation and direction: Daniela Morelli
With David Sebasti
Original music composed by Maurizio Camardi
Saxophones and duduk: Maurizio Camardi
Keyboards: Alfonso Santimone
Costumes: Paola Tosti
Performance in English
 
La MaMa E.T.C. Annex Theatre
74A East 4th. St. New York, NY 10003
www.lamama.org
 
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Tuesday - February 24th
8 p. m. CONCERT
SACRARMONIA
with Antonella Ruggiero
Antonella Ruggiero, voice
Mark Harris, piano; Carlo Cantini, violin
 
Angel Orensanz Foundation Center for the Arts
172 Norfolk St. New York, NY 10002
www.orensanz.org
 
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Wednesday - February 25th
6:30 p. m. CONCERT
KAVANAH
with Moni Ovadia and the Arkè String Quartet
 
Primo Levi Center
15 West 16th St. New York, NY 10011
www. primolevicenter.org
 
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Thursday - February 26th
7:30 p. m. THE SKEIN AND THE ROSE (La Matassa e la Rosa)
Oratorio for Edith Stein by Giuseppe Manfridi
Direction: Pamela Villoresi
With Pamela Villoresi and Sabina Vannucchi
Original music composed by: Luciano Vavolo
Guitar: Luciano Vavolo; Clarinet: Nicola Innocenti;
Violin: Angela Savi.
Performance in English and Italian

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February 20th - 22th
from 7 p. m.
NATIVITY IN FAENZA AND NEW YORK CITY
a visual architectural display.
Produced by: Comune di Faenza - Teatro Masini
and Accademia Perduta - Romagna Teatri -
Diocesi di Faenza Modigliana - Confindustria Ravenna -
Confcooperative Ravenna.
Direction: Andrea Pedna;
Photography: Roberto Cimatti;
Original Music: Aurelio Samorì;
Compositing: Christian Balducci;
Production: Ruggero Sintoni

Italian Cultural Institute - 686 Park Avenue New York, NY 10065
www.iicnewyork.esteri.it
 

 
 

 

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