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Society / Parlano i giovani

Angela Briguglio. Migliorare l'immagine dell'Italia dall'estero

(March 12, 2009)

Chicago, IL - "Tutto il mondo è affascinato dalla moda, lo stile di vita, la cucina e l'arte italiana. Però l’Italia è anche vista come un Paese di mafia, con una politica caotica e forti problemi sociali. Credo che noi giovani italiani all’estero dobbiamo impegnarci a migliorare quest'immagine"

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Sei cittadina italiana?
 
Si, sono una cittadina italiana.



Se sei qui da poco tempo, quali sono le motivazioni che ti hanno spinto a lasciare l'Italia?

La mia famiglia ed io siamo qui da 10 anni. L’opportunità di lavoro è stata una delle ragioni per cui ci siamo trasferiti negli Stati Uniti. 

 

Se sei qui da molto tempo, magari non sei nato in Italia. Che rapporto hai con l'Italia che raccontano i tuoi nonni/genitori/parenti?

La mia situazione è un po’ diversa. Quando i miei genitori si sono sposati, sono venuti negli Stati Uniti. Io sono nata qui, però quando avevo due anni i miei genitori ed io siamo ritornati in Italia. In fine, a causa di motivi di lavoro ed un migliore futuro per me ed mia sorella, la mia famiglia si è trasferita qui. Con l’Italia ho buon rapporto ed amo la cultura italiana. Parlo con i miei parenti spesso, almeno 1-2 volte alla settimana e mi raccontano sempre tutti i problemi di lavoro che ci sono in Italia.

 
Quanto è importante per te la lingua italiana?

La lingua italiana è fondamentale per me. Infatti, ho deciso di dedicare la mia carriera all’espansione della lingua italiana negli Usa. Dopo aver terminato il liceo, ho deciso di diventare una docente d’italiano nelle scuole superiori e infatti è da quasi 4 anni che insegno italiano alla Wheeling High School.

 
 
Quante volte vai in Italia?

Nel 2008 sono andata in Italia 3 volte. Di solito cerco di andarci ogni 2 anni quando porto gli studenti della High School in gita scolastica.

 

Che cosa è la patria? Considerate l'Italia la vostra patria? In che modo?

La patria è la tua identità, la tua lingua, la tua terra. Io considero l’Italia come mia patria in tanti modi. Anche se sono nata a Chicago quando mi chiedono di dove sono io rispondo sempre di essere “italiana”. Posso dire che sono orgogliosa d’essere italiana e faccio sempre in modo che chiunque mi sia vicino sappia che sono italiana.

 

Cosa significa per te la tua regione di appartenenza?

Credo che già l’ho spiegato un po’ prima, per me appartenenza è l’amore che una persona avverte dentro sé per la propria patria. Io amo gli Stati Uniti e le opportunità che ha dato a me e alla mia famiglia. Però ho anche un grande amore per l’Italia. Mi sento d’essere italiana al 100% . Tutto quello che faccio durante giorno, che riguardi il lavoro o la vita privata, ha sempre a che fare con l’essere italiana.

 

Cosa differenzia il tuo rapporto con l’Italia rispetto a quello dei tuoi genitori, nonni?

I miei genitori e nonni hanno un rapporto con l’Italia veramente diverso dal mio. Loro sono italianissimi e si reputano italiani al 100%, però hanno un’immagine molto negativa dell’Italia. Invece, io anche se so di queste cose negative penso sempre dell’Italia positivamente e sono contenta di portare avanti la lingua e la cultura.

 

Credi che all'estero ci siano maggiori possibilità di realizzazione per i giovani?

Si, proprio come è successo a me.

 

Quali sono le tematiche più importanti che vanno affrontate per seguire gli interessi dei giovani italiani all'estero?

Secondo me, l’importante per incentivare gli interessi dei giovani è l’espansione della lingua, della cultura italiana e l’identità italiana.

  

Come ti informi sull'Italia? Leggi costantemente i giornali?

Mi informo sulle questioni italiane leggendo articoli da Internet.


Cosa vorresti sapere di più del nostro Paese?

Mi piacerebbe sapere di più della letteratura italiana.

 

I tuoi amici americani sono interessati all'Italia?

Si, perché sono sempre con me.

 
Ne parli con loro?
 
Si ne parliamo sempre, in particolare della musica e degli artisti italiani.
 

Sei identificato come un italiano da loro?

 

Si sono stata sempre identificata come un’italiana da loro. Ne vado fiera.

 
Che rapporto hai con le tradizionali associazioni italiane all'estero?
 
Faccio parte di un paio di associazione italiane negli Stati Uniti. Tante di queste sono legate al fatto che sono un’insegnante d’italiano. Inoltre, in alcune delle associazioni di cui faccio parte sono membri anche i miei genitori.
 

Esiste e se si, qual è il collante che unisce i giovani italiani all'estero?

 

Il collante che unisce i giovani all’estero è il fatto che siamo tutti italiani. Non importa se siamo parte di differenti regioni, la cosa principale è che siamo italiani e condividiamo simili tradizioni ed usanze.

 
Come viene percepita l’Italia dall’esterno, quali sono i suoi punti di forza e quali le debolezze sulle quali credi sia utile intervenire?

L’Italia all’estero si vede come una grande potenza quando si parla di moda, cibo, storia e cultura. Tutto il mondo è affascinato dalla moda italiana, il nostro pane e la pasta, le rovine romane con i gradiosi monumenti e con il nostro modo di vivere la vita. Però l’Italia è anche vista in maniera negativa con i vari stereotipi della mafia. Anche l’Italia è conosciuta all’estero per i suoi problemi politici e per un sistema governativo caotico. Credo che noi come giovani italiani all’estero, lavorando insieme possiamo cambiare le debolezze dell’Italia percepite all’estero.

 

Come pensi che siano visti gli italiani all’estero in Italia?

Gli italiani all’estero sono visti come mammoni e come gente che non ha voglia di lavorare.

 

Hai avuto difficoltà trovare istituzioni italiane all'estero che ti potessero dare tutte le informazioni di cui avevi bisogno?

Non ce ne sono tante, però non è difficile trovare le informazioni di cui una persona ha bisogno, perché le istituzioni sono utili ed efficaci.

 

Credi si faccia abbastanza per promuovere la costruzione di una nuova comunità italiana nel mondo?                                                                                                        

No, si potrebbe fare di più. Tante comunità italiane non hanno giovani coinvolti nelle lore associazioni. C’è scarsa promozione di nuove comunità italiane.

Cosa ti ha dato la conferenza di Roma?

La conferenza di Roma mi ha dato tanto. Prima di tutto mi ha dato l’opportunità di conoscere altri giovani italiani nel mondo che sono molto simili a me. È stato bellissimo imparare cosa significa essere italiani negli altri paesi e cosa fanno loro per promuovere la lingua e la cultura italiana.

 
Cosa ti ha deluso della conferenza di Roma?                                                        

Una delusione della conferenza sono stati i commenti negativi fatti dai giornali italiani.


Cosa è cambiato dall'ultima conferenza che si è tenuta a dicembre a Roma?    

Da quando sono ritornata da Roma ho continuato questo bellissimo rapporto con tanti dei delegati degli Stati Uniti. Parliamo spesso e continuiamo a lavorare per far crescere la diffusione della lingua e cultura italiana. 


Cosa ti aspetti dall'incontro di Philadelphia?

Da questo incontro mi aspetto di contiunare i lavori iniziati a Roma e sopprattutto di continuare questo dialogo tra i delegati statiunitensi per arrivare al nostro scopo comune di espandere la lingua e cultura italiana, di aumentare e promuovere associazione e comunità italiane.

 


CENNI BIOGRAFICI

 

Angela Briguglio è nata a Chicago, ma all’età di due anni i suoi genitori sono ritornati in Sicilia e lei con loro. Ha vissuto in Italia fino all’età di 15 anni. Ha frequentato la scuola elementare, media e il primo anno delle superiori al liceo del Turismo a Palermo.

A quindici anni è ritornata a Chicago, dove ha iniziato il primo anno di High School. Dopo aver finito l’High School, ha deciso di continuare alla Northeastern University dell’Illinois e si sono diplomata con una laurea in pedagogia, spagnolo ed italiano. Adesso, insegna italiano alla Wheeling High School in lllinois. Insegna tutti i livelli d’italiano e la classe di Advanced Program (AP). Ha creato anche un Club d’Italiano per gli studenti così possono continuare ad imparare la cultura italiana anche dopo scuola.

 

Speciale realizzato da Sara Capraro, Ottorino Cappelli, Marta Donatone, Francesca Di Folco, Simona Florio, Giovanna Landolfi, Marina Melchionda, Daniele Ministeri, Letizia Airos Soria

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